quando c’era Berlinguer

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Questa mattina al giornale radio sento la presentazione del film di Veltroni che esce oggi. E penso alla mia vita quando c’era Berlinguer.
Quando c’era Berlinguer c’era mio nonno e gli amici di Lantaret: Cino e Lena, prima di tutto, e poi altri che facevano parte di quel mondo comunità che condivideva tanto, dai valori alle partite a scopa, dai consigli comunali ai tornei di bocce, dalle sigarette alle lasagne fatte in casa per la Festa dell’Unità che io e mia sorella avevamo diritto ad assaggiare alle 10 del mattino, come controllori della qualità.
C’era un mondo, quello della mia infanzia, fatto di idee e impegno, di rigore e calore, di partecipazione e responsabilità. Di coerenza e dignità.
E quel passato, quei pomeriggi a sentir discutere nonno Nini e Cino, mentre mi dondolavo sull’amaca, che sembrava quasi che litigassero quando il tono si alzava troppo, mi hanno lasciato dentro tanto, un bisogno di giustizia ed equità che mi rende a volte “inadatta” al mondo.
Quando è morto Berlinguer ero a casa dei nonni. Il telefono in entrata ha suonato e mio nonno ha risposto. Quando ha messo giù la cornetta le lacrime gli scendevano sulle guance.

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