super eroi domestici

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Ogni super eroe che si rispetti ha un nemico, qualcuno che riesce ad annientare o almeno a indebolire fortemente il suo potere, annullando i benefici delle sue azioni valorose, provocando conseguenze che dovranno poi essere riparate e gestite con perizia e sprezzo del pericolo.

La lavatrice è a tutti gli effetti un super eroe, perché evita lunghi e faticosi lavaggi a mano, inutili mal di schiena, tempi di asciugatura infiniti perché o metti la biancheria nello scola insalata o l’effetto centrifuga è difficile che tu riesca a ricrearlo. La mia lavatrice ha visto ogni possibile capo presente in questa come in altre case, dalle maglie di lana ai piumoni, dalle giacche a vento alle scarpe da ginnastica. E a parte qualche allagamento del balcone e qualche episodio di testardaggine eccessiva (quando per esempio si ostina a bloccare la centrifuga perché il piumone è diventato un tutt’uno col cestello) si è sempre comportata egregiamente. Ma ha dei nemici.

Il primo nemico sono i fazzoletti di carta. Grande invenzione perché evitano il tipico umidiccio nelle tasche dei pantaloni che ricordo da piccola perché, perennemente raffreddata, alle 10 del mattino il fazzoletto di stoffa che mi aveva dato la mamma era già fradicio e non potevo buttarlo. Talmente comodi che io, i bambini, Flavio ne accumuliamo un numero imprecisato in ogni tasca e quando inavvertitamente restano lì, una volta entrati clandestinamente nel cestello della lavatrice si disintegrano. Normalmente questo capita con la lavatrice colorata, meglio se scura: miliardi di micro particelle bianche attaccate a tute, jeans, magliette. E non basta scuotere ogni singolo pezzo vigorosamente prima di stenderlo, i germi bianchi resteranno attaccati fino al prossimo lavaggio. Quando dimenticherai un nuovo fazzoletto.

Altro nemico è il velcro, la parte con gli uncini, che si aggancerà ad ogni cosa. E preferibilmente a: il tuo reggiseno nuovo, la maglia in microfibra la cui superficie liscia e priva di imperfezioni verrà rovinata per sempre, la maglia pelosetta di Lucia che dopo il lavaggio sembrerà un gatto randagio. Contro il velcro non ci sono grandi possibilità di intervento, salvo ricordarsi di accoppiargli prima del lavaggio la parte morbidina e pelosetta, così sfogherà su di lei (e solo su di lei) il suo bisogno morboso di attaccamento.

Ultimo nemico in ordine di scoperta è l’erba sintetica dei campi da calcio. L’effetto è un po’ quello del fazzoletto di carta: piccoli fili verde prato si agganceranno come uncini a ogni capo, incuranti della fibra e del colore. E quando infilandoti le mutande sentirai qualcosa che ti punge un po’ sulla chiappa destra, troverai un piccolo filo plasticoso incastrato. Rispetto ai fazzoletti di carta sono meno visibili una volta attaccati alla biancheria, ma più infidi: per evitare i fazzoletti basterebbe fare la lavatrice da sveglia, in modo da avere la lucidità di cercarli in ogni tasca, e non in coma alle 23, quando dal divano ti trascini verso il bagno per lavarti i denti e ti ricordi che fare la lavatrice di notte è economicamente conveniente (e domani è previsto bel tempo, quindi se stenderai alle 6,30 alle 10 sarà tutto asciutto).

L’erba sintetica invece si nasconde nei calzettoni e nell’uniforme da calcio di Jacopo e non se ne andrà mai, perché è saldamente agganciata coi suoi piccoli uncini a ogni singola fibra di tessuto. Quindi puoi anche arrenderti: o rinunci al super eroe e inizi a lavare a mano o ti rassegni. Cosa scegli? La seconda che ho detto.

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