non può che andar così

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Ci sono convinzioni granitiche nella vita di ciascuno di noi, temi sui quali siamo pronti a mettere la mano, il braccio e pure un piede sul fuoco; su altri argomenti nutriamo dubbi costanti e amletici, che raramente ci avranno abbandonato anche quando avremo scelto una delle strade possibili. E poi ci sono piccole certezze, eventi che si verificheranno sempre uguali a loro stessi, verità che nessuna congiunzione astrale sarà in grado di modificare o mettere in dubbio. Che si attaccheranno a te come un chewing-gum alla scarpa (o cicles, diremmo noi torinesi).

Se ai giardinetti tuo figlio di 4 anni ti dirà che ha mal di pancia, puoi star certa che farà li, en plein air, la cacca di tutta la settimana. Ed è in quella occasione che, accucciata insieme a lui dietro il muretto, inizierai a pensare che tu debba controllare la quantità di cibo che può ingurgitare il piccolo mostro.

Se hai tirato a lucido il piano cottura e questo non avveniva da qualche giorno, l’acqua della pasta sicuramente uscirà dalla pentola, formando una patina appiccicaticcia su ogni centimetro quadrato dei fornelli.

Se tuo figlio aveva bisogno di una carta velina trasparente, ma colorata, formato A4 e non di meno, di 5 colori diversi tassativamente per il lunedì, ti informerà con aria angelica la domenica sera alle 21, quando lui è già a letto e gli stai per dare il bacio della buona notte.

Se finalmente sei riuscita a convincere i ragazzi a riordinare la casa che è stata trasformata in un campo di battaglia dai loro giochi, uno a scelta di loro inavvertitamente inciamperà nell’ultima macchinina rimasta per terra e ribalterà tutto il contenuto del contenitore che stava portando a posto. Ovviamente il contenitore era pieno di legofriends (i mattoncini “da femmine” il cui pezzo più grande è di 1x1cm).

Se sei stata di fronte all’armadio con aria interdetta e dubbiosa alla ricerca della cosa giusta da metterti per l’aperitivo dello studio di architetti della tua amica e alla fine hai optato per vestito e tacco alto, troverai tutti in jeans e camicia e tu ti sentirai come una bambina alla prima comunione.

Se tua figlia non ha mangiato la frutta a pranzo e la maestra gliel’ha data da portare a casa, lei la metterà in cartella, sotto i quaderni, i libri, il diario e il portapenne. E ovviamente quel giorno per frutta c’era la banana.

Se sei sola in macchina coi due piccoli in tangenziale, ai 130 all’ora, tua figlia farà uno dei suoi starnuti memorabili che provocano una colonna di moccio dal naso alle ginocchia. E i fazzoletti di carta saranno nella tua tasca dei jeans sotto la cintura di sicurezza, costringendoti ad un esercizio da contorsionista per tirarli fuori.

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