peccato

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Flavio è tornato a casa a lavorare e i ragazzi si sbracciano per salutare mentre va via, con fare teatrale. Una volta imboccato il cancello, Jacopo ai suoi fratelli “Ragazzi, missione compiuta”.

Iniziano le notti di condivisione del letto con me, a turno, perché non ho fatto nulla di male per dormire in un letto da due in quattro. Lo ius prime noctis spetta a Diego, perché non credo di potergli spiegare con efficacia quando arriverà domani o dopo domani, lui vive stasera. Andiamo nel letto matrimoniale in cui dormono i fratelli e cantiamo insieme la canzone, facciamo la carezza e poi andiamo nel nostro letto. Lui si sente molto grande, gioca a fare il papà. Buona notte, bacino e silenzio. Dopo un po’ sento una manina che mi cerca la faccia… ecco se ci diamo la mano, ci addormentiamo meglio.

Risveglio stamattina, tutti sereni e tranquilli, Lucia ha i capelli che si sono trasformati in un cespuglio di rovi. Diego mi dice “E’ bello dormire con te mamma” “Guarda che stasera dorme tuo fratello” mi preoccupo subito di avvisarlo, per prevenire (o preparare) la crisi serale. Mette su il muso, ci dice “siete antipatici come delle galline”, l’insulto peggiore della sua vita che ha inventato in questi giorni. E poi dopo un po’ “Peccato che non ci sia un solo bambino. Io.”

 

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