lettera aperta al sindaco (in attesa di risposta)

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La distanza delle istituzioni da cittadini mi fa innervosire, mi irrita e mi “scioglie” la lingua. L’arroganza del potere mi rende polemica, più del solito. E in questi casi, come dice mio marito, meglio avermi come amica che come nemica.

Buongiorno sindaco,
sono una cittadina di Torino e ho seguito tutta la vicenda delle contestazioni allo stadio Filadelfia che le sono state rivolte da un gruppo di tifosi.
Ho seguito le notizie da domenica sera e mi sono rincuorata quando ho letto la sua smentita rispetto all’aver rivolto ai tifosi quel gesto volgare e offensivo. Ho letto poi lunedì mattina che invece quel gesto l’aveva fatto ed era testimoniato da un video pubblicato sulla rete. Ho letto le sue successive “spiegazioni” e anche che non ha intenzione di chiedere scusa a chi l’ha insultato.
Credo lei debba chiedere scusa a me come cittadina di Torino, di cui lei è il rappresentante istituzionale. E mi deve chiedere scusa perché nel suo ruolo non si può in alcun modo permettere di scendere al livello piccolo e volgare di chi l’ha contestato. Non sto giustificando le contestazioni, ma un sindaco non può rispondere con lo stesso linguaggio, perché in quel momento non è un privato cittadino (era lì nella sua veste ufficiale, se non sbaglio) e perché da una persona che assume una carica pubblica di quell’importanza io elettore pretendo che sappia gestire anche situazioni di tensione in maniera equilibrata, istituzionale, corretta.
Deve chiedermi scusa perché domenica non si è dimostrato all’altezza del suo ruolo, ruolo che gli elettori di questa città le hanno dato. E’ a noi cittadini che deve rispondere, a nessun altro: come rappresentate di tutti i cittadini di Torino deve comportarsi in maniera irreprensibile. E nel caso abbia commesso un errore, pur in situazioni difficili, ha il dovere di chiedere scusa e porre rimedio all’errore.
Non pretendo la perfezione (anche se da un uomo politico con una certa esperienza mi aspetto che sappia gestire e affrontare con dignità le contestazioni e i momenti di tensione), ma la correttezza e la trasparenza si. Nell’ordine: prima ha sbagliato, poi ha mentito (dichiarando ai giornali di non aver fatto alcun gesto volgare ai tifosi), poi si è giustificato e ha liquidato la questione, con un atteggiamento che a me è suonato arrogante, tipico di chi pensa che la visibilità pubblica garantisca potere e impunità. E invece no, la visibilità pubblica dovrebbe farle sentire sulle spalle tutto il peso della responsabilità di essere il rappresentante di una moltitudine di cittadini che si aspetta di veder rappresentati da lei i valori e i comportamenti più alti e nobili. Non i bassi istinti che possono esserci nel nostro animo, ma che cerchiamo e sappiamo tenere a freno.
Buona giornata e buon lavoro.

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