con te amica

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C’è un’amica che è nel mio cuore a cui non saprei mai rinunciare. I nostri passi insieme sono iniziati subito, quando ancora i nostri occhi non avevano visto il mondo, quando eravamo protette nelle pance delle nostre mamme. 

Sono continuati negli anni, tra feste di carnevale, giochi al parco, castelli di sabbia, visite allo zoo, gite, banchi di scuola (ma non quelli delle nostre scuole), vestiti scambiati, lenzuola del corredo regalate a Natale dalle nostre nonne, minestroni e fette di salame, amori e corse insieme. Siamo state una a fianco dell’altra, quasi senza accorgercene, come due fiori in uno stesso vaso, faticando a capire perché una si voltava da un lato e l’altra da quello opposto. E quel vaso a volte lo abbiamo sentito stretto, soffocante, come se quell’amicizia non scelta fosse destinata a non crescere mai.

E invece poi siamo uscite dal vaso tutte e due, percorrendo strade diverse, trovandoci e ferendoci a volte, camminando lontane per non vederci, per non dover dare pareri sulla strada fatta dall’altra o per non ascoltarli. Ma intanto i nostri cuori si parlavano, quelle radici nate nella stessa terra mantenevano un dialogo e un legame continuo. Si nutrivano degli stessi valori, della stessa acqua. Quando la vita ha presentato il conto, ogni volta che un ostacolo si è presentato sul nostro cammino, l’altra magicamente compariva a fianco, come il genio della lampada che si fa vivo quando hai bisogno di lui, come un angelo custode in carne e ossa. 

E dopo 39 anni di amicizia, di pause e riprese, sono certa che la mia vita non sarà mai senza di lei, che la mia strada ha senso se è con me, che qualsiasi scelta lei possa fare non smetterò mai di amarla incondizionatamente. Ogni volta che la vita le presenta un conto troppo caro, ingiusto, vorrei avere la bacchetta magica per toglierle la fatica, il dolore, la sofferenza. Vorrei regalarle solo giorni felici, toglierle ogni scalino. Vorrei costruirle un mondo sereno e perfetto, in cui possa avere quello che vuole e che la vita le ha tolto. 

Vorrei a volte che tornassimo dentro la pancia delle nostre mamme, parlandoci piano mentre loro stanno una di fianco all’altra al collegio docenti.

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