quest’anno vado prima al mare, così ho tempo per pensare

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Ci sono in vacanza piccoli malanni che servono per fermarsi, prendersi spazio e respirare. Guardar dietro le spalle e oltre il proprio naso per vedere la strada fatta e quella da fare.
Questa sera Jacopo ha mal di testa e così ci isoliamo dalla numerosa famiglia con cui condividiamo questi giorni di mare per salire in camera nostra, mettere il pigiama e raccontarcela un po’ da soli nel letto.
È così che scopro i suoi pensieri, sulle tante (troppe) cose impreviste accadute questa estate, è così che condivido con lui opinioni sulla bis nonna, che in certi giorni è lucida e presente e in altri sembra essere da un’altra parte. È così che trova spazio per chiedere spiegazioni su ciò che lo preoccupa o esprimere la sua simpatia per il nuovo membro della famiglia, entrato ufficialmente a farne parte dopo aver sposato una delle cugine.
E io riscopro il mio ragazzo, che sta crescendo, che a tratti è grande (quando mi sfida a parole e con lo sguardo) e a tratti è piccolo (quando fa scenate e piange al telefono perché tutti lo sgridano). E so che non smetterò mai di essere innamorata della sua profondità.

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