turisti non per caso

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Sono appena finiti 6 giorni di turismo, che lasciano molti segni.
I segni di una nuova città che ti ha parlato al cuore, col mare e il sole, le strade in salita e le persone sedute per strada, mimi e danzatori di capoeira, donne velate in spiaggia e sapone venduto a fette.
I segni di posti già visti, in un’altra vita, con altri compagni di viaggio. Quando quella distratta eri tu, quando la guida turistica era l’amica dei tuoi genitori, quando altri traducevano al ristorante per te.
I segni di percorsi in macchina, con una cartina in mano per trovar la strada e non un navigatore impersonale e infallibile; di tre bambini che inventano giochi e si picchiano sui sedili posteriori.
I segni della spesa dell’ultimo minuto al supermercato oltre frontiera, per comprare dei vizi: formaggi per Flavio e dolci per me, caramelle per i ragazzi.
I segni del ricordo di un 23 agosto di 15 anni fa in un campeggio comunale in Francia, di una vacanza tra amici, tra sport e cibo, di una candelina su uno strudel salato per festeggiare un compleanno sotto i 30 di Flavio.
Quando si riparte?

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3 pensieri su “turisti non per caso

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