amore mio

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Quest’estate eravamo su una panchina ad Avignone, a mangiare panini prima di iniziare a visitare la città. Una donna, sulla cinquantina, con dei vestiti troppo pesanti e malandati, si è fermata a guardarci, a guardare Diego che gestiva la sua enorme baguette. Si è avvicinata, ci ha parlato in italiano e ha aiutato Diego a togliere la carta dal panino per poterlo mangiare. Gli ha messo le gambe dritte sulla panchina anziché incrociate perché fosse più comodo, ci ha chiesto di noi e ci ha parlato di lei, di una figlia in Italia, di un tempo in cui anche lei ha vissuto in Italia. Poi Diego mi ha detto che aveva una scarpa slacciata. Lei si è avvicinata, gliel’ha legata e ha fatto un passo indietro, restando lì a guardarci ancora un po’. E poi è andata via, ha salutato e ha continuato la sua strada.

I bambini erano un po’ incerti, dubbiosi se essere curiosi o aver paura. E io ho pensato che forse quella donna qualcuno la stava cercando, forse in una città in Italia o in Francia c’erano dei manifesti col suo volto e la sua descrizione attaccati ai pali, alle fermate del pullman, nelle bacheche degli ospedali e delle biblioteche. Forse qualcuno faceva i turni di notte per cercarla nelle stazioni e nei dormitori. Ho pensato che mi sarebbe piaciuto pensare che G. fosse ad Avignone o a Barcellona o a Stoccarda, ad allacciare scarpe a bambini stranieri, a guardare famiglie sedute sulla panchina. Lontana da noi, ma serena, in qualche modo ancora felice.

Ieri sera guardando il telegiornale ho visto il ritorno dei sopravvissuti a Lampedusa, un anno dopo il naufragio del 3 ottobre. E quello che mi ha colpito è stato l’abbraccio tra un ragazzo e un coppia di circa 60 anni. “Amore mio” l’ha chiamato quella donna, come una madre chiama suo figlio, sempre, anche quando avrà 50 anni.

Quando la cronaca arriva nella tua vita ti trasforma e quelle persone che vedi per strada, che chiedono l’elemosina, che sembrano confuse e ubriache, diventano quell’amica che hai cercato, quel ragazzo che una mattina all’alba è entrato nella tua famiglia, spaventato, bagnato, senza nulla. Diventano l’amore tuo.

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