mi metto comoda

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Ci sono cose che ci vengono spontanee, naturali e facili: leggere un libro, fare le trecce a tua figlia prima di andare a scuola (non è il mio caso), addormentarti sul divano la sera, dipingere, curare le piante.

Ci sono cose che ci costano fatica, sacrificio e ci danno scarsa soddisfazione: cucire, ricamare, fare i braccialetti con gli elastici, asciugare i piatti.

Ci sono cose che ci piacciono, ci vengono anche abbastanza bene, ma ci fanno paura e ci costa fatica non tanto iniziarle, ma stare lì, continuarle, applicarsi per trasformarle in qualcosa di completo, continuativo, concreto: correre, scrivere, fotografare, andare in palestra.

Ma sono quelle le cose che ci fanno sentire pieni e vuoti. Pieni di pace e serenità, di calma e benessere. Vuoti di paturnie, di pensieri che si attorcigliano e si ingarbugliano, lasciandoti inquieta e senza risposte, cupa e nervosa. Sono quelle attività che mentre le fai ti accorgi che qualcosa sta succedendo dentro di te: senti la tua voce, il tuo respiro, i tuoi pensieri.

“Cosa serve non è neanche tanto il talento, ma più che altro la tenacia” ha detto a una lezione sul racconto la mia maestra di scrittura: una volta che hai scoperto un accenno di talento, devi cercare la tenacia per restare lì, per abitare quell’isola deserta. Perché quasi tutto non si fa col lampo di genio, ma con la costanza, la disciplina, la perseveranza.

Mi metto comoda, non ho impegni per un po’.

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