la musica è cambiata

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Casa dei nonni, anni 80. Io e mia sorella mettevamo sul giradischi i 45 giri di mamma: principalmente Beatles, Gianni Morandi e poi Rita Pavone, “Il ballo del mattone”, che ci trascinava in danze sfrenate sulle piastrelle di marmo del salotto.

Era il 1984. Avevo l’età di mia figlia Lucia, mese più mese meno. Abitavamo ancora nella casa vecchia (incredibile come la seconda casa in cui ho vissuto con i miei genitori, dopo oltre 30 anni, rimanga ancora “la casa nuova”, in rapporto a quella precedente), quella in cui la camera mia e di mia sorella era il salotto e avevamo diritto ciascuna all’interno di un’anta del mobile del soggiorno per attaccare figurine, disegni e tracce della nostra presenza in casa.

Siamo entrati nel negozio di musica del quartiere e abbiamo comprato la nostra prima musicassetta: “Born in the Usa”, Bruce Springsteen, in onore di mamma a cui piaceva tanto. Avevamo un mangianastri, non solo il giradischi. Ho ancora quella cassetta a casa (la mia e di Flavio, quella nuova, perché è la seconda della nostra famiglia), insieme con un’altra di Francesco Guccini, registrata da quello che sarebbe diventato mio cognato.

Quattro anni dopo, 1988, la tecnologia casalinga ha avuto una nuova evoluzione: avevamo uno stereo serio, con casse separate, mobiletto col vetro davanti e lettore cd. Consueta gita al negozio di dischi e trofeo: “Quasi come Dumas” di Francesco Guccini, che ormai era diventato l’accompagnatore canoro della mia adolescenza.

Poi c’è stato un ritorno alle origini, il tempo dei 33 giri di zio (recuperati sempre a casa dei nonni): Alan Parson Project, David Bowie, Inti-Illimani. Mettevi il disco e con perizia da cardiochirurgo posizionavi la puntina proprio all’inizio della traccia.

Oggi ho preso uno scatolone dal garage e ho deciso di fare spazio nella libreria: ho messo dentro tutti (o quasi) i cd che Flavio e io abbiamo portato a casa nostra dalle case dei nostri genitori o che ci siamo comprati e regalati in questi 13 anni di matrimonio. Ho ritrovato compilation create e regalate da amici e parenti e quelle fatte da noi per il nostro matrimonio.

Oggi, basta uno smartphone e una connessione, al massimo una chiavetta usb, per aver tutta la musica che voglio (e anche molta altra in più).

I tempi sono cambiati, cambiamo musica.

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