modalità “asociale”

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Le riunioni di inizio anno sono finite ieri, con quella della scuola materna e quella degli scout.

La mia già scarsissima capacità di socializzazione si unisce alla sensazione di un deja vu che temo mi porterà all’apatia e all’isolamento. Entro a scuola materna e posso dire a memoria il numero di piastrelle del bagno o le parole che userà il direttore per presentare il piano dell’offerta formativa (anche se devo ammettere che ieri non ha parlato dell’avvincente problema della pediculosi, dramma che attanaglia ogni scuola, al punto che iniziavo a credere che l’obiettivo del sistema scolastico italiano fosse quello di sconfiggere i pidocchi).

Ho perso entusiasmo, per la scelta del laboratorio e delle gite scolastiche, per il colloquio con la psicomotricista che a tutti è sembrata super brillante e a me è sembrata una persona normale che ha fatto osservazioni normali su mio figlio. Non mi scaldo per le discussioni tra maestre e personale, quelle di sempre, che da 8 anni vedo. Non mi arrabbio neanche più perché non si prendono i mezzi pubblici (sono pericolosi) o perché le forbici devono avere la punta arrotondata fino in prima media.

Ed è un problema questo “clima temperato”. Perché Diego non ha nessuna responsabilità a essere nato per terzo e le sue riunioni di scuola sono importanti e avvincenti come quelle dei suoi fratelli. Ma inizio ad essere distante, non da mio figlio, ma da una serie di dinamiche che conosco già, con cui mi sono confrontata e da cui sono stata già delusa in passato.

Allora cerco un bassissimo profilo, alle elementari mi metto a metà del cortile con la scusa di dover prendere due figli che escono da due portoni diversi e così non socializzo quasi con nessuno, non entro nelle discussioni sul colloquio da richiedere alla dirigente scolastica o su quanti compiti avessero di matematica la scorsa settimana. Alla scuola materna sorrido, vesto Diego davanti all’armadietto e poi andiamo subito a prendere i suoi fratelli, senza fermarmi fuori da scuola a parlare con mamme e nonni. Entro nella modalità “asociale” e non riesco più a uscirne.

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2 pensieri su “modalità “asociale”

  1. serena

    …. sò bene che ci sono motivazioni precise e atteggiamenti che, anche io, sento lontani anni luce da me, che sconfortano …ma devi ritrovare la forza per lottare per le cose che sono fondamentali per te e per la tua famiglia… e tra queste l’istruzione dei nostri figli…visto che di idee e ideali ne hai molti, da quello che ho avuto modo di osservare in questo anno di occasioni insieme…

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