c’è solo la strada su cui puoi contare

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Matilde ha i mezzi guanti di pelle neri, quelli senza dita e non li toglie neanche per fare merenda al bar, con la nonna, la sorella piccola e i cuginetti.

Diego tra tutti i portapenne che il cartolaio gli mostra, con Topolino, i Sette Nani, Pinocchio e altri personaggi da bambini sceglie quello mimetico e chiede a Babbo Natale di portargli i camion militari e i carri armati che ha visto in una vetrina.

Andrea ha cappellini improponibili, che sfoggia nelle occasioni importanti, tipo il pranzo del compleanno del nonno, e scarpe di tela leggere quando tutto il quartiere si sta trasformando in un enorme pantano.

Lucia sfoggia gonne da gitana abbinate a scarpe da ginnastica alte, magliette piene di lustrini e leggins stampati con le foto dei gatti. Ha un controllo preciso del suo corpo, che quasi sempre ubbidisce alla sua mente.

Jacopo comprerebbe maglie di qualsiasi squadra di calcio o di basket, proverebbe ogni tipo di sport e divora libri fantasy di cui non conoscevo l’esistenza.

Anna vuole fare la veterinaria, ma anche la ballerina. E in attesa di diventare la stella del Bolshoi vorrebbe iscriversi a calcio, per allenarsi.

I figli non sono quasi mai quello che vorremmo, non sono quasi mai come noi. O forse fanno un percorso tutto loro, personale e spesso di rottura rispetto a quello che siamo noi oggi, per arrivare ad avere dei tratti in comune con chi li ha cresciuti.

E tu li guardi, a volte infastidita e a volte stupita, cercando di contare fino a 20 prima di parlare, voltandoti perché non vedano la tua espressione interdetta quando ti dicono che vorrebbero tanto il carro armato e i camion militari o quando ti comunicano che dopo la terza media vorrebbero fare i muratori, così non dovranno andare più a scuola.

Allora devi ricordarti che l’educazione ha tempi lunghi di incubazione e che si definisce la propria identità anche per contrapposizione, allontanandosi da un modello. Forse riusciranno a scoprire chi sono su quella stessa traccia da cui sono partiti per costruirne una loro, convinti che li avrebbe portati in direzione ostinata e contraria. O forse si troveranno davvero su un sentiero diverso, con un orizzonte inaspettato da conquistare. In ogni caso credo che saranno su una strada in cui, se sarò capace di accettare che non sia come la mia, potremo ancora camminare insieme.

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