il mio calendario dell’avvento

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Oggi inizia l’avvento e io sono (quasi) pronta per ultimare il calendario per i miei ragazzi. Come sempre sarà fatto di storie e di dolciumi, perché l’avvento sia tempo di coccole per la mente e per la bocca.

Se dovessi preparare un calendario per l’avvento per me riempirei una o più bustine di nuovi progetti e di gare, che ti danno quell’adrenalina che ti fa svegliare la notte e ti fa sentire inquieta, ma indubitabilmente vitale.

In un’altra busta metterei un viaggio piccolo piccolo (4 giorni al massimo) per me e mio marito in una meta a scelta, da Berlino a Buenos Aires, da Lisbona a Palermo, perché è troppo tempo che non facciamo turismo in due.

Poi metterei una giornata di sole sugli sci con Lucia e Jacopo, senza pensieri, senza orari, senza rugne. E anche una mattinata sui pattini da ghiaccio in centro a Torino, che pattinare guardando il centro della mia meravigliosa città apre il cuore.

Metterei un libro che mi faccia emozionare, dimenticare tutto, entrare nel corpo e nella mente di qualcuno molto distante da me. Che mi faccia vivere un’altra vita possibile (che poi è a quello che servono i libri).

In una bustina piccola metterei uno smalto che non si rovini il secondo dopo che l’ho messo sulle unghie, di un bel rosso scuro. E come optional aggiungerei anche un “applicatore dello smalto”, perché quando lo metto io sembra che abbia avuto un art attack incontrollato.

In un’altra piuttosto capiente metterei tutte le scarpe che voglio, anche quelle che ancora non hanno inventato, alcune coi tacchi altissimi.

In una busta da aprire un venerdì sera metterei una cena dall’amico che ci sa radunare tutti insieme, con i bambini e le nostre storie, con le stanchezze e le gioie, con chi c’è e con chi ci manca.

In un’altra busta metterei una sera con la mia amica, a chiacchierare fino a tardi, a parlare di sciocchezze e cose serie, a mangiare insieme e sentirci vicine.

Dentro una busta con un numero bello rotondo metterei una nanna del pomeriggio sul divano col mio ragazzo più piccolo, dopo aver visto un film, mentre fuori sta diventando buio.

Nell’ultima busta metterei il coraggio di far uscire dalla penna una trilogia. E magari qualcuno che la legga.

Chi vuole può aggiungere le sue bustine (o anche solo coccolarsi pensandole).

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