del nostro meglio

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Certe cose si respirano nell’aria, si mangiano nel latte quando sei un neonato, si toccano nella carezza alla sera quando vai a dormire, si sentono nella voce che ti sgrida o ti legge una storia.

Ieri Lucia ha finalmente avuto la gara per cui stava lavorando da tempo. Finalmente perché nell’ultimo mese praticamente ha vissuto più in palestra che altrove. Ed è andata bene. Non tanto (e non solo) per il risultato, ma per il suo modo di viverla, impegnata ma serena, sfuggente come sempre ma allegra.

È questo il suo cambiamento più grande dallo scorso anno, quando le gare erano state fonte di stress e ansie, lacrime e tensioni. Questa volta ha affrontato gli allenamenti con disciplina e leggerezza, la gara con impegno e serenità. E vederla così tranquilla mi fa pensare che quando in casa le diciamo di smettere di allenarsi, quando non vogliamo la musica dell’esercizio di corpo libero per riascoltarla la sera, quando imponiamo dei limiti a questo impegno che rischia di diventare gravoso e totalizzante per una bambina di 8 anni, facciamo davvero il suo bene. Perché non si gioca tutto solo in quella gara, in quello sport, in quell’ambiente. Ci sono mille altre dimensioni in cui potrà diventare se stessa e se non le conosce adesso, quando sarà più grande sarà troppo tardi. E tocca a noi genitori decidere un po’ per lei, mettere dei paletti, dei confini e offrirle una strada da cui possa imparare che deve puntare a fare del suo meglio.

Ho visto mamme preoccuparsi per la tensione delle figlie in gara e poi programmare di portarle in palestra anche il 24 e il 31 dicembre. Altre prendere in braccio la figlia piangente e ripetere “ti hanno penalizzata, come l’altra volta”, anziché chiedere se si era un po’ divertita, consolarla e dirle che se aveva fatto del suo meglio andava bene così.

Le aspettative inespresse, quelle che escono inconsapevolmente in un tono di voce, in uno sguardo, in un gesto sono le peggiori. Quelle da cui non ti puoi difendere, quelle che si insinuano nella tua coscienza facendoti credere che siano desideri e obiettivi tuoi. Invece stai assecondando quello che altri vogliono per te, stai cercando di diventare quello che, credi, loro ameranno.

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