capacità in via d’estinzione

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Ci sono cose che si autorigenerano, come la batteria della macchina quando riesci a farla ripartire coi cavi o la polvere sotto i termosifoni, che ritorna il secondo dopo che hai passato l’aspirapolvere.

E poi ci sono cose invece che una volta consumate non tornano più, si estinguono come i mammut e i dinosauri. Possono rimanere delle tracce, dei fossili a memoria del tempo felice in cui il mondo era abitato da queste creature enormi. Ma non avranno più quella vitalità, quella freschezza che avevano una volta. Andranno bene per alimentare ricordi e rimpianti, monito per evitare ulteriori estinzioni, buoni per i musei di scienze naturali o come soprammobili nella vetrinetta del salotto (ma forse anche le vetrinette del salotto sono estinte).

Si esaurisce la pazienza nel sentire sempre le stesse parole sulla lingua dei miei figli: “aspetta”, quando li chiamo per vestirsi o per venire a tavola a mangiare; “si però”, quando ne sgrido uno per aver appena dato un calcio o una spinta o un pugno all’altro; “te lo prometto”, quando giurano che smetteranno di piangere per qualsiasi cosa o di mettersi le mani in bocca o di pulirsi il naso sulla manica della maglia.

Si esauriscono le energie, dopo l’ennesima lavatrice da stendere, il pranzo e la cena da preparare con la certezza che a qualcuno non andrà bene quello che hai cucinato, dopo il pomeriggio di compiti con Lucia che non ha voglia di farli e spegne il cervello, dopo gli accompagnamenti multipli dei figli alle diverse attività post scolastiche.

Si esaurisce la capacità di ascoltare perché vieni chiamata 100 volte all’ora per questioni che potrebbero essere risolte con un po’ di attenzione e capacità di osservare (“mamma ci sono delle mutande pulite?”, “mamma non trovo il mio libro”, “dov’è il bicchierino dello sciroppo?”), perché sei abituata a conversazioni  multiple, su argomenti diametralmente opposti, a cena, al mattino andando a scuola, in macchina.

Dentro di me, nel soggiorno della mia testa e del mio cuore, c’è una vetrinetta piena di fossili, che curo con particolare affetto, memoria di capacità che ho perso, per cause di forza maggiore.

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