il mio socio e io

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Anni fa il mio socio e io abbiamo messo su un’impresa. Pensavamo che il nostro “core business” (o ambito di attività principale) fosse l’educazione e la cultura, invece ci siamo ritrovati in tutt’altra avventura.

Siamo autisti e accompagnatori, da e verso le attività sportive, sociali, culturali, di svago di clienti super fidelizzati. A volte li lasciamo anche ad altri collaboratori, a volte raccattiamo davanti a scuola clienti occasionali, interessati al nostro stesso percorso. Di solito quest’attività di autista richiede due abilità particolari: cambiare programma all’ultimo, perché l’imprevisto è la consuetudine, e sapersi incastrare perfettamente, come pezzi di un puzzle nei tempi e ritmi dell’altro.

Siamo procacciatori di cibo, spingendo carrelli mensili con dentro circa 15 kg di pasta (a 1/2 kg a pasto, per un mese abbiamo bisogno di almeno 15 kg), tonnellate di merende, succhi di frutta, biscotti per la colazione, scorte di fazzoletti di carta e carta igienica, dentrifricio e shampoo (perché la pulizia nel branco è indispensabile, nonostante i membri più giovani credano ancora sia una pratica inutile e noiosa). Per questo siamo convinti che il presto spesa della coop sia l’invenzione migliore del secolo e ogni volta usciamo dal supermercato esausti ma felici di prendere parte al progresso dell’umanità.

Siamo medici e farmacisti, deliberando quale temperatura determini l’assenza da scuola, quanti minuti di tosse siano necessari per aver diritto allo sciroppo, quale crema mettere sul braccio scorticato dall’eczema. In estrema emergenza ripetiamo come un mantra l’insegnamento sempre valido della nostra amica pediatra: “antibiotico e cortisone, pronta guarigione”.

Siamo lavandai quando il balcone è assediato da mucchi di biancheria divisi per colori e spingiamo dentro il cestello della lavatrice ancora l’ennesimo paio di pantaloni o il calzino che timidamente fa capolino da sotto il divano. A volte la lavatrice cerca di collaborare a modo suo e si fa avanti, tentando di entrare in casa durante la centrifuga. Fin ad ora, fortunatamente, non è riuscita a realizzare appieno il suo obiettivo.

Siamo sminatori quando cerchiamo di liberare la casa da oggetti non identificati che occupano ogni centimetro quadrato della superficie calpestabile e che, per quanto ne sappiamo, potrebbero anche causare un’esplosione degna della bomba atomica.

Siamo controllori, quando con un piede in ascensore e l’altro sullo zerbino ricordiamo che il giovedì c’è ginnastica, il martedì inglese, il lunedì catechismo, il venerdì artistica (e qualcuno entra sempre di corsa in casa a recuperare quello che ha dimenticato di prendere).

Quando 13 anni fa il mio socio e io abbiamo messo su quest’impresa pensavamo che ci saremmo occupati di educazione, accudimento, relazione e cultura.

E invece, abbiamo messo su una famiglia e ci siamo ritrovati a occuparci di vita a 360 gradi.

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