prima di belen

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A settembre, per la prima volta nell’età adulta, mi sono iscritta a un corso in una palestra. L’ho scelta con attenzione per evitare tutti i posti troppo glamour o che aspirano a esserlo, perché ciò che mi spaventava di più non era lo sforzo fisico ma quello mentale di star dietro ai “discorsidapalestra”. E fino a ora, dopo oltre 4 mesi di lezioni, tutto è filato liscio. Ma l’inciampo era lì, dietro l’angolo di questo venerdì 13.

La chiacchiera è partita dal fisico di Raffaella Carrà, per arrivare a parlare degli allenamenti che fa Belen per mantenersi così (così bene, scontato dirlo). Con moti di invidia da parte di una delle mie compagne di fatica del venerdì a pranzo per la sua vita e il suo fisico.

Non sono solita invidiare le persone (ma ho tanti altri difetti, ad esempio essere molto vendicativa), ma se proprio dovessi invidiare qualcuno, una donna, credo che in cima alla mia lista non ci sarebbe Belen.

Prima invidierei Samantha Cristoforetti per la sua possibilità di vederci da lontano, per la nostalgia che sentirà di casa, per l’emozione di essere riuscita a realizzare il suo sogno.

Prima invidierei Rita Levi Montalcini per la sua pacatezza, la sua eleganza d’altri tempi, il suo viso che esprimeva serenità e determinazione.

Prima invidierei Isabelle Allende o Simonetta Agnello Hornby per la capacità di usare le parole e la lingua come un filo da ricamo, con cui tessere storie e vite diverse dalla propria.

Prima invidierei Carmen Consoli per la voce con cui a volte accarezza e a volte strattona l’anima di chi la sta ad ascoltare.

Prima invidierei Sara Simeoni e la sua capacità di volare oltre l’asticella, di lanciare il cuore, la testa, il corpo, la volontà oltre l’ostacolo.

Prima invidierei Peggy Guggenheim e la sua casa di Venezia, la sua testiera del letto disegnata da Calder, la sua vita a contatto con tanta cultura, talento, genio e sregolatezza.

Prima invidierei Giovanna Botteri, i suoi capelli disordinati ad ogni collegamento al tg e il modo in cui non se ne cura, perché è una giornalista, non una velina.

No, ancora non sono arrivata al punto di invidiare Belen. Sarà una questione di aspettative.

ps. la foto è il terrazzo della casa di Peggy affacciato sul Canal Grande, visto attraverso uno stabile di Calder. Continuo a invidiarla, non smetterò mai.

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