a volte tolgo il tappo

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A volte tolgo il tappo e dico che delle feste a scuola non mi interessa molto, che una gita allo stagno può essere entusiasmante più di una festa di carnevale con la parrucca da clown colorata e la gara nel refettorio a chi si è mascherato di più. Perché per divertirsi non bisogna essere per forza diversi da ciò che si è.

A volte tolgo il tappo e dico a chi ha parcheggiato sulle strisce pedonali che anche se piove non è il caso che vada davanti all’ingresso di scuola a prendere i bambini, incurante delle strisce e della gente che fa la gimcana tra le pozzanghere e la sua auto. Perché i bambini con la pioggia non si ritirano, il cervello degli idioti si.

A volte tolgo il tappo e dico che si può vivere anche senza mettere manifesti per i propri piccoli drammi, che le sfighe esistono nella vita di chiunque e l’unica alternativa che abbiamo è guardarle in faccia e andare avanti.

A volte tolgo il tappo e dico a mio figlio con cui ho litigato tutto il giorno per le solite stupidaggini che io non vorrei fare il cane da guardia continuamente con lui, ma le regole in casa le diamo io e suo padre e se vuole possiamo parlarne insieme, ma poi le regole si seguono e non c’è altra possibilità. Non mi distrarrò per evitare di vedere e sono piuttosto determinata, gli conviene non mettermi alla prova.

A volte tolgo il tappo e dico che vivo benissimo senza fuochi d’artificio, senza disastri, senza eventi eclatanti. La media dei giorni nella vita di chiunque è “normale” ed è in questo che trovo la mia soddisfazione, il mio equilibrio, la mia strada.

A volte tolgo il tappo e dico che io mi sento benissimo a essere una minoranza. Non ho l’obiettivo di integrarmi con chiunque, in qualsiasi situazione. Non ho bisogno di sentirmi parte del gruppo. Da adulta (ma lo facevo un po’ già da bambina) mi prendo il lusso di scegliere il gruppo a cui appartenere. E non importa se gli altri fanno diversamente, se mi escludono e se non so con chi parlare, non è obbligatorio parlare.

A volte tolgo il tappo e dico che se non esplodo non è perché abbia un tappo che tiene a bada il magma che si muove dentro. Semplicemente so gestire e convivere con le mie ansie e i miei entusiasmi e non ho bisogno di mostrarli a tutti.

Ecco, ho tolto il tappo.

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