si può scegliere

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Venerdì Jacopo andrà a vedere la Sindone con la scuola.

– Mamma, sai che dei miei compagni non verranno? –

– Perché? –

– Perché hanno paura di attentati dell’Isis –

– Ah beh… –

– La maestra gli ha detto che se la pensano così possono stare a casa. E anche che allora non dovrebbero andare a vedere l’Expo –

– E loro cosa hanno risposto? –

– Che non andranno a vedere l’Expo –

Fiaccolata del 25 aprile a Torino, Lucia mi dice:

– Mamma è questa la manifestazione in cui poi arriva la polizia e dobbiamo andare via? –

– No Luci, è successo lo scorso anno alla manifestazione del 1° maggio –

– Meno male che non è questa –

– Ma aspetta qualche giorno e andremo anche a quella manifestazione –

Lo scorso anno, mentre sfilavamo tranquilli il primo maggio, ci siamo voltati e abbiamo trovato dietro di noi dei signori tutti vestiti di nero (come li ha definiti Lucia) e un cordone di polizia in tenuta antisommossa che si è infilato in mezzo. Ci siamo spostati, subito, senza correre ma anche senza perdere tempo.

Quest’anno la manifestazione a Torino è stata tranquilla, piena di gente, con la polizia schierata a fianco della parte del corteo che doveva essere “protetta”. Ma quando siamo tornati a casa abbiamo visto le immagini di Milano e siamo rimasti senza parole.

Si può scegliere di non uscire, di stare a casa. Per la paura che succeda qualcosa, perché potrebbe esserci qualcuno che cerca di creare confusione, danni, disordini.

Oppure si può scegliere di esserci, di protestare in maniera civile, di prendersi di diritto le strade e le piazze della propria città per essere contro, per partecipare, per comunicare il proprio dissenso, per ripulire i danni e tirare su la testa. Per non fare il gioco di chi ci minaccia.

Perché quando ci chiudiamo in casa per la paura, hanno vinto loro. Quelli che vogliono farci smettere di pensare, quelli che vogliono farci smettere di protestare, quelli che ci vogliono silenziosi e ubbidienti.

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4 pensieri su “si può scegliere

  1. Vero da una parte quello che dici, ma dal canto mio non metterei a repentaglio la vita dei miei figli per andare a qualche manifestazione “sensibile”…. A volte non so se il gioco vale la candela, perché hai ragione che se stiamo a casa vincono loro, ma è altrettanto vero che se sto a casa mia mi posso risparmiare panico e magari ferite o addiruttura il peggio e posso anche tranquillamente continuare a protestare, senza scendere in piazza.

    • Non stiamo parlando di mettere a repentaglio la vita dei propri figli, né la propria. Si tratta di dare spazio e voce a chi, la maggior parte delle persone, intende la protesta in maniera pacifica e civile. E la protesta da casa, difficilmente si sente fuori!

      • No però andare in luoghi “sensibili” come esposizione sindone o expo, magari, metti a repentaglio la tua vita perché quella bella signora orientale dentro al suo velo è imbottita di esplosivo e sta aspettando il momemto migliore per farsi saltare in aria. Certo, pensiero un po’ estremizzato, ma io la vedo così. Poi, ovvio, non si può restare chiusi in casa tutta la vita.

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