la meglio gioventù

Standard

C’è E. una delle due femmine della squadra che ha la fascia per i capelli nera quando giocano in maglia blu e bianca quando giocano in maglia bianca. Che a inizio campionato finiva un tempo sdraiata per terra con i piedi in alto e oggi corre senza sosta.

C’è D. che è più basso degli altri, ma corre velocissimo e si infila in mezzo agli avversari. Oggi a sua mamma ha detto “non scrivere il mio nome sulla bottiglia, scrivi direttamente Gnomo”. Perché la squadra lo chiama così e a lui va bene. Ma solo loro possono chiamarlo così.

Poi c’è Pingu, ovvero R., che si è presentato con quel nome a tutti. Che alla prima partita non sapeva neanche cosa ci stesse facendo in campo e adesso segue il gioco, lo costruisce, segna E quando esce dallo spogliatoio mi saluta sempre “ciao mamma”, anche se non sono sua mamma.

C’è L. che si concentra sul tifo e che ha seguito anche le partite a cui non era convocato, che ha fatto lo striscione ufficiale, che ha portato tamburelli e trombe da stadio anche nella palestra di scuola.

C’è C., l’allenatrice, che urla e li sgrida, che li riprende durante la partita, che li gela con uno sguardo quando si lamentano degli arbitri, che gli mette il ghiaccio sulle dita contuse e li strattona quando piagnucolano. Poi però li bacia uno per uno alla fine di ogni allenamento, gli ricorda di mettersi la felpa e di coprire la testa d’inverno perché sono sudati. Che sopporta l’odore di bambini che stanno diventando ragazzi negli spogliatoi.

Oggi siamo stati tutto il pomeriggio con loro e con altri come loro.  In un campetto alla periferia di un paese di periferia, sull’asfalto e all’ombra di un traliccio dell’alta tensione. In un torneo di basket in cui tutti hanno avuto una medaglia, anche gli arbitri (ragazzi di poco più grandi di loro), anche i bambini presi tra il pubblico che hanno premiato gli arbitri.

E torno a casa pensando che sia questa “la meglio gioventù”. Quella che corre e suda. Quella che allena bambini e ragazzi alla fatica e alla conquista. Quella che fischia ogni fallo, perché se nessuno ti dice quando sbagli, non potrai mai imparare a non sbagliare.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...