sentimenti, coraggio e serietà

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L’ultimo giorno di scuola è preceduto da prove difficili. Non sono le ultime interrogazioni e le verifiche, che alle elementari mi chiedo come si possa aver bisogno di interrogare a tre giorni dalla fine della scuola, soprattutto in quinta.

Sono le recite, le cene di fine anno, i momenti dei saluti.

L’ultimo giorno della quinta sta diventando un’escalation di emotività. Trattenuta per 5 anni, percepita, ma rimasta sempre nascosta in un sabaudo riservo e senso di equilibrio (anche nella maestra siciliana, con la cadenza messinese nonostante viva da 30 anni a Torino). Si poteva intuire però già dalla prima riunione della prima elementare, quella in cui le maestre ancora non conoscono i bambini. La maestra di matematica, la messinese allora quasi 60enne, ci ha accolti così “Ieri sera ho letto l’elenco dei nomi dei bambini e io gli voglio già bene”.

E allora via libera ai regali delle maestre a ciascun bambino, ai discorsi farciti di lacrime di fine anno, al montaggio di fotografie dalla prima alla quinta, al tema “Scrivi una lettera a un compagno: caro amico, prima di salutarti volevo dirti che…” e lettura pubblica in classe da parte del destinatario, in un tripudio di confessioni, gentilezze, occhi che luccicano e voci che tremano.

Vi ringrazio, maestre di Jacopo. Perché insegnate a mio figlio, maschio e quindi geneticamente poco avvezzo alle parole e alle emozioni (anche se lui è almeno in parte un’eccezione), che i sentimenti sono parte di un’esperienza, sono l’esperienza stessa, più dei fatti oggettivi che possiamo registrare. E sono cose serie, che non si possono fingere o sprecare: non si piange disperati per una carta dei pokemon persa, si piange perché dopo 5 anni vissuti insieme separarsi sarà difficile. Non si sprecano ma non si nascondono neanche, semplicemente si trova il tempo, lo spazio e soprattutto le persone a cui regalarli, affidarli perché li tengano come un dono prezioso, una parte di noi che diamo gratuitamente a un’altra persona.

Buon ultimo giorno di scuola ragazzi: ridete, piangete, giocate a gavettoni al parco. E abbiate sempre la serietà e il coraggio di affrontare i vostri sentimenti.

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Un pensiero su “sentimenti, coraggio e serietà

  1. dellefaveandrea

    La fine di un ciclo l’inizio di un avventura! Difficili da gestire le emozioni che hai descritto, ma certamente quanto sono belle? Emozioni che ti fanno sentire vivo e parte integrante del sistema chiamato mondo !

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