le minacce per la (mia) famiglia

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Siamo una famiglia: papà, mamma, tre figli. Viviamo nella stessa casa, condividiamo gli stessi due bagni e la stessa cucina, facciamo la spesa per tutti, usiamo la stessa lavatrice. Affrontiamo insieme lo stesso mondo, le stesse “minacce”.

L’idea che dal mondo ci si debba difendere, che si debba essere attenti a non farsi fregare è una minaccia per la nostra famiglia. Perché nella nostra casa teniamo porte e finestre aperte, per accogliere chi arriva, amici, compagni di classe, colleghi di lavoro, parenti. A volte facciamo degli incontri fortunati, con chi sentiamo vicino a noi per modo di pensare, di vivere la vita. Altre volte facciamo incontri che ci lasciano un po’ di amarezza, di difficoltà e peso. Ma è un rischio che vale la pena correre, sempre.

Una minaccia per la nostra famiglia è la convinzione che si debba prima pensare per sé, farsi gli affari propri. Se vedi un’ingiustizia stai zitto se non riguarda te, se non sei d’accordo non esprimere la tua opinione se non viene richiesta. È una minaccia perché abbiamo occhi e orecchie per vedere e sentire cosa succede fuori da noi, perché il mondo non si esaurisce ai confini della nostra pelle, perché c’è tutto un territorio di possibilità e di ricchezze intorno a noi di cui dobbiamo prenderci cura.

È una minaccia chi cerca di convincerci che la diversità sia un pericolo: per la nostra incolumità, per la nostra identità, per il nostro futuro. Chi ci vuole inculcare la paura di ciò che non capiamo o non conosciamo, chi ci vuole togliere la curiosità dell’incontro con scelte che non sono le nostre. Perché la mia identità non è minacciata da scelte diverse, ma dall’arroccarsi in posizioni chiuse e che non si confrontano col mondo, perché perderà il suo valore positivo di “essere qualcosa” e diventerà aspetto negativo di “non essere qualcos’altro”.

Le altre persone, le altre famiglie non sono una minaccia per noi: neanche quelle con due mamme o con due papà, neanche quelle senza figli, neanche quelle non sposate in chiesa o in comune. Per questo non si può manifestare per togliere (o non far riconoscere) diritti a qualcuno. Perché quei diritti non sono una minaccia per me e per la mia famiglia. Sono un atto di giustizia e di dignità che come famiglia ed essere umano devo voler vedere riconosciuti e garantiti per tutti.

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