un giorno e mezzo in due

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Non ci volevo credere. O meglio, avevo fatto grandi programmi nella mia testa per questo weekend, ma poi la data di un trasloco aveva fatto naufragare i miei sogni. E allora avevo ripiegato sull’idea di una cena, 6 o 7 ore di solitudine in due, che è un numero perfetto sia per la solitudine che per la compagnia. Perché in due si può scegliere di parlare o di stare zitti, di starsi vicini o lontani, di godersi spazi personali o di coppia.

E poi invece le carte si sono disposte sul piatto, una per volta, in una combinazione fortunata: un campetto scout e una mini vacanza in montagna coi nonni hanno generato un giorno e mezzo di assenza di minorenni in casa. Un giorno e mezzo senza mediazioni per la tv o i videogiochi, senza lamentele perché la cena è già pronta o perché bisogna farsi la doccia.

E provo una sensazione come di vertigine, di spaesamento e confusione. Perché in questo giorno e mezzo non potranno starci tutte le ore di sonno di cui avremmo bisogno, tutta la vita sociale che abbiamo trascurato, tutte le chiacchiere a quattrocchi che abbiamo rimandato per settimane, tutte le mostre che non abbiamo ancora visitato, i film che non abbiamo visto e le cene fuori che non abbiamo fatto.

Però è già qualcosa. E non sapendo quando sarà il prossimo giorno e mezzo senza minorenni, adesso ci organizziamo e sfrutteremo al meglio quello che è appena iniziato.

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