l’estate non è fatta per i pesci

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Prima è venuto il pesce acrobata, che amava fare numeri da circo in una vasca di 30×20 cm. Probabilmente si esercitava in continuazione, di notte o quando noi eravamo assenti. Purtroppo per lui ha scelto di fare il numero più rischioso in un giorno d’agosto dello scorso anno, quando la casa era inabitata e gli unici spettatori erano i suoi due compagni di vasca. Che l’hanno visto saltare, ruotare in aria in un triplo salto carpiato con avvitamento e non tornare più indietro. È stato ritrovato a fine mese, sul battiscopa dietro il carrellino dove la vasca è appoggiata, muto come un pesce, ma decisamente meno vivo.

Abbiamo cercato una copertura, per evitare che gli altri due decidessero di andare a cercarlo, avventurarsi in una selva oscura e rumorosa e poi restare letteralmente senza fiato per il mondo che c’è fuori dalla vasca. Non l’abbiamo trovata, ma in un anno abbiamo scoperto che gli altri due sono pesci piuttosto sedentari, che amano la tranquillità e il calore del loro nido.

E così abbiamo affrontato piccole assenze da casa con la tranquillità di chi sa che il proprio animale domestico è proprio domestico, senza grilli per la testa. Siamo stati in montagna e quando siamo tornati li abbiamo ritrovati lì, nella loro vasca, con il solito sguardo vigile dei pesci e l’acqua un po’ torbida (o putrida come l’ha definita un amico di Jacopo) per eccesso di produzione di escrementi. Alla seconda vacanza breve (dal venerdì sera al lunedì mattina) c’è stata la svolta. Non so perché, ma i pesci aspettavano Flavio galleggiando su un fianco in superficie, con lo sguardo un po’ meno vigile del solito. Le cause della morte non sono state indagate fino in fondo, io mi sono fatta l’idea che il calore del nido in questa estate torrida sia stato eccessivo e che la casa chiusa per 3 giorni abbia trasformato la loro vasca in una pentola.

L’acquario resterà disabitato, almeno fino a settembre. Poi decideremo cosa farne. Per ora i ragazzi hanno affrontato il distacco, chi producendo lapidi, chi fermandosi in preghiera ogni volta che passa di fronte alla vasca, chi ignorando l’evento (in fondo il suo pesce è morto già da un anno).

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