un tempo più lento

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C’è un tempo veloce, di mani sul clacson e piede sull’acceleratore. C’è un mondo che tiene la frizione sempre inserita per partire appena il semaforo diventa verde, che cerca rete, banda, campo per non perdersi nulla. Che non ammette black out, interruzioni temporanee della corrente.

Un mondo fatto di corse e di traguardi che si spostano in avanti, di personaggi sfocati ai bordi della strada, come quando in autostrada i cartelli si susseguono senza che tu riesca a leggerli. Non sono persone quelle che incontri, ma sagome, cartonati che nella migliore delle ipotesi ignorerai, ma forse cercherai di superare, umiliare, insultare. Perché nella corsa in cui sei concentrato ogni elemento che si frappone sulla strada diventa un nemico, una distrazione, un imprevisto fastidioso.

E invece poi ci sono cose che hanno bisogno di un tempo più lento, come una strada da attraversare. Quando sei piccolo e la moneta che stringi in mano ti scappa dalle dita e cade per terra. Quando le tue gambe hanno bisogno di concentrazione per muoversi, perché un black out è avvenuto nel tuo cervello e tu stai cercando da mesi percorsi alternativi per quelle cose che agli altri vengono senza sforzo. Quando da poco vai in bici senza rotelle e devi imparare ad attraversare gli incroci senza scendere e portarla a mano.

Ci sono le volte che ho la mano sul clacson pronta a riprendere chi rallenta e le volte che quell’ostacolo, quell’imprevisto fastidioso sono io. Io che attraverso la strada sulle strisce e vado più piano del solito, perché in montagna mi hanno insegnato che il passo si fa sempre sul più debole. Il tempo mi si è rallentato, dilatato e allungato, il mio passo sempre veloce si sforza di essere al pari con quello di chi mi è di fianco, perché sto camminando con qualcuno e non da sola. E tu sei quello che mi ha suonato perché mi togliessi in fretta e non contento mi hai insultato perché non ho chinato la testa.

La testa non la chino, anche se magari andrei più veloce, anche se non serve a molto, perché tu rimarrai stupido e arrogante. E io, mettendoci tutto il tempo che serve, arriverò alla fine dell’incrocio.

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