globalizzazione, questa enorme sventura

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Dopo 7 ore di viaggio e 5 regioni attraversate, dopo un’escursione termica di oltre 15 gradi (dai 30 con umidità ai 14 con pioggia) e un cambio panorama che comporta che nel cielo viaggino le cabine della funivia e non i canadair che spengono l’incendio nella valle dietro casa, la famiglia al completo è arrivata in Trentino.

Per la prima volta saliamo all’estremo nord della nostra nazione e da subito, dalle piazzole di emergenza dell’autostrada in cui sono disegnati gli spazi in cui ci si può fermare con l’auto in caso di necessità, ci rendiamo conto che qua non sono proprio italiani come noi, ma almeno un po’ tedeschi. Tutto è in doppia lingua, spesso prima in tedesco e poi in italiano, i prati sono verdissimi, la pista ciclabile che percorre tutta la valle costeggiando il fiume è piena di gente che corre, passeggia, pedala. Tutti, anche a meno di mille metri di altezza, hanno abbigliamento tecnico degno di una spedizione sull’Himalaya: scarpe da trekking, pantaloni con tasche e camicie a scacchi, bastoncini per il nordic walking. Le case hanno i fiori ai balconi che danno subito quell’aspetto da dimora della nonna di Heidi, in campeggio ti accolgono con i vestiti tradizionali (perché arriviamo il 15 agosto, ma anche il giorno dopo in giro per Bolzano c’è qualche bambino coi vestiti tipici). Insomma, hai proprio l’impressione di esserti immerso in un mondo diverso e ne sei contento, perché in fondo essere in vacanza vuol dire uscire dalla routine per entrare in una nuova dimensione, abbandonare le abitudini per scoprire altri usi e costumi.

E poi vai a fare la spesa nel supermercato di fronte al campeggio. Una coop. E torni nell’hinterland torinese. Gli stessi biscotti che mangi a casa, la stessa pasta che mangi a casa, solo il latte fa eccezione (per fortuna, altrimenti lo consumeresti andato a male). Son finiti i tempi in cui la prima spesa in vacanza era l’occasione per indescrivibili fregature (pensavi di comprare i plumcake per la colazione e ti ritrovavi con panini speziati alla paprika pucciati nel latte) e meravigliose scoperte (non credevi potessero esistere così tanti tipi di würstel al mondo), i tempi in cui la visita al supermercato era un’esperienza sociologicamente rilevante. Adesso tutto è uguale, a nord e a sud, a Campitello di Fassa come a Tropea. Nessuna sorpresa, nessun rischio. Potrai continuare a sentirti a casa aprendo la dispensa. E ti sembrerà di non essere mai andato in vacanza.

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