accelerazioni

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Ci sono degli eventi nella vita di una donna che si aspettano con ansia, trepidazione, impazienza. E che, magicamente, si assomigliano. Non nella forma, ma nella sostanza delle sensazioni che provocheranno nel soggetto coinvolto una volta accaduti.

Quando sei alla 39esima settimana di gravidanza vorresti estrarre il piccolo alien che abita nel tuo corpo con lo stura lavandini o qualsiasi altro strumento che ti liberi della sensazione di essere troppo grossa per la stazione eretta. Attendi con impazienza il momento, cerchi segnali che latitano, fai le scale e ti sfondi di passeggiate, per poi ritrovarti più stanca di prima sul divano, tu e il tuo alien ancora dentro. E poi alien esce e tu sei contenta e pensi che finalmente i tuoi problemi siano finiti. Ma hai giusto qualche ora per illuderti, finché non verrai catapultato nel mondo dell’allattamento a richiesta (peccato che sia sempre il piccolo a chiedere e tu a dover rispondere), dei pannolini da cambiare, del cordone ombelicale che per cadere deve restare secco. Insomma, aspettavi tanto questo momento e adesso ti chiedi quando ti abituerai a tutto questo.

Quando sei a casa a fine vacanze estive con i figli abbronzati, rilassati, coi compiti quasi finiti e abituati alla vita all’aria aperta, conti i giorni, le ore, i minuti e i secondi che ti separano dal suono della campanella che li ricondurrà sulla retta via, quella che porta fuori da casa e dentro la scuola. Cercherai di portare pazienza, rimandando ogni cosa necessaria a quel giorno meraviglioso in cui le porte della classe si spalancheranno e soprattutto si richiuderanno stabilendo una netta separazione: loro dentro e tu fuori, finalmente distanti e quindi capaci di amarsi di più. Ma durerà poco, pochissimo. Giusto il tempo di far iniziare il corso di nuoto, artistica, basket, i rientri di strumento, l’inizio di catechismo, l’acquisto dei materiali per la scuola media, elementare e materna (e manderai il grande coi pennarelli a punta grande lavabili e il piccolo con la squadretta da 30 cm; quella di mezzo probabilmente avrà il grembiule con le maniche a 3/4 fino a metà ottobre). Pensavi che la cosa complessa fosse gestire il loro tempo e la loro noia. E invece adesso sai che la fatica è mettere in ordine i loro impegni, incastrare le loro giornate, ricordarti di tutto.

Aspetti con ansia certi eventi e poi resti così: spettinata e sconvolta, travolta dalla tua vita che non prevede fasi di adattamento, ma accelerazioni da zero a cento in un momento.

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