ci sono i diritti (ma anche gli storti)

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Ci sono i diritti. Quelli sacrosanti, quelli inalienabili, quelli a tutele crescenti o decrescenti, quelli naturali, quelli conquistati.

Il diritto alla rappresentanza. Che permette che esistano diversi sindacati a rappresentare diversi lavoratori della stessa struttura. E questi sindacati hanno il diritto di convocare riunioni in orario di lavoro dei lavoratori stessi in due giorni consecutivi: una il venerdì e l’altra il lunedì mattina. Vedere poi stamattina entrare quegli stessi lavoratori (o almeno alcuni di loro) alle 11,25 quando ormai l’assemblea sindacale era finita e io aspettavo con impazienza di far entrare mio figlio a scuola (perché i danni di due mattine rallentate consecutive su un bambino di 5 anni che fa i capricci per andare a scuola solo un genitore o un nonno li conosce) mi ha fatto chiedere per chi fosse quell’assemblea.

Il diritto a esprimere il proprio parere o a non esprimerlo. C’è chi gioca di sponda, sempre, attendendo che siano gli altri a prendere posizione, a esporsi, a dire cosa pensano. Per poi dire “volevo dire anche io la mia opinione ma poi avevi già parlato tu e l’avevi espressa così bene”. E sicuramente non parlare è un diritto, ma quando il treno deraglierà perché in tanti hanno esercitato il proprio (sacrosanto) diritto di non esprimere il proprio parere andrò fuori strada anche io, che invece non so mordermi la lingua.

Il diritto (naturale) dei figli ad essere accuditi e amati e seguiti. Nelle 4 volte a settimana di basket o artistica, nell’esibizione del sabato pomeriggio, nella festa di compleanno del compagno di scuola, nella visita dall’oculista, dal dentista, dal pediatra, dal tuttologo. Il diritto ad avere una cena pronta ogni volta che si siedono a tavola, dal primo alla frutta per crescere queste creature affamate e insaziabili. E quando decidi che oltre al loro diritto c’è anche il tuo ad andare a un concerto che ti piace, ti ritrovi a seguirne metà con un figlio addormentato in braccio, una seduta per terra che viene presidiata da te e da tuo marito perché nessuno la pesti e un altro che ti ciondola di fianco, cercando di trattenere la stanchezza.

Ci sono i diritti e poi ci sono anche gli storti. E gli storti sono quelli che si trovano a pagare le conseguenze dei diritti altrui. E che quando usano il prestospesa al supermercato per la scorta mensile di generi alimentari hanno la certezza che il dispositivo chiederà la rilettura. Perché verificare che tu non abbia dimenticato di passare alcun articolo è un diritto del supermercato. Ovvio.

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