quanto è lontano l’orizzonte

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L’educazione è una questione di distanza. Quella dell’orizzonte che ti poni davanti.

Una settimana fa ogni ingresso a scuola era un dramma per l’ultimo maschio di casa. Alla domanda sul perché piangesse rispondeva immancabilmente “perché quando vai via mi manchi”. E io mi facevo mille domande (dicesi anche pippe mentali) sulle mie responsabilità: lo rendo troppo dipendente e insicuro, lo vizio troppo, lo sgrido davanti alla porta della classe e non capisco la sua sofferenza, sono troppo presente. Ogni mattina ci lasciavamo, lui piangendo, io infastidita dal nostro (di entrambi) non essere adeguati alla situazione. Abbiamo iniziato a disegnare soli e nuvole sul calendario, per segnare il tempo e vedere l’evoluzione. Ho promesso un premio nel caso ci fosse stato ogni giorno il sole per una settimana e subito me ne sono pentita perché i comportamenti “giusti” non vanno premiati, ma interiorizzati per diventare naturali.

E questa settimana, come per magia, il sole ha iniziato a risplendere davanti alla porta, nessuna sceneggiata per lasciarmi, anzi quasi non mi saluta ed entra tranquillo in classe.

Vorrei dire a me stessa e agli altri che il merito è stato mio, dei soli disegnati sul calendario, della resistenza, della sicurezza che in una settimana sono riuscita a infondere nel suo grande cuore di ragazzo di 5 anni. Ma non ci credo.

Credo che semplicemente l’orizzonte non fosse così appiccicato al mio naso come credevo una settimana fa, ma più lontano. Più lontano anche di questa settimana che volge al bello, più lontano del successo di oggi e del capriccio di ieri, più lontano della mia corsa al risultato e della mia convinzione di essere la causa di ogni bene e ogni male. L’orizzonte non era quello della mia educazione, ma quello della sua crescita, di cui sono accompagnatrice e testimone, coinvolta ma comunque ospite.

E in ogni caso, qualsiasi sia l’orizzonte e qualunque sia la sua distanza, quando  l’avremo raggiunto, ci accorgeremo che ancora non riusciamo a toccarlo. Perché c’è sempre un orizzonte più lontano da raggiungere. Per me e per lui.

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