cosa ricorderete (lettera ai miei figli)

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Al mattino, quando mi ritrovo da sola dopo che è passata la tempesta del risveglio, della preparazione delle cartelle, degli accompagnamenti a scuola, dei letti non fatti e delle scarpe che lasciano il fango su tutto il pavimento di casa, mi scopro a pensare a tutte le urla che ho usato per spronarvi, ricordarvi cosa stavate lasciando indietro, farvi da pungolo per camminare senza fermarsi per la strada. E mi chiedo tra vent’anni cosa ricorderete.

Ricorderai le sgridate per il richiamo sul diario per aver dimenticato di fare i compiti di inglese o il sabato pomeriggio insieme a scegliere le tue scarpe nuove, Jacopo?

Ricorderai le correzioni mentre leggi ad alta voce o il tempo passato insieme per imparare a ripetere ciò che hai studiato, Lucia?

Ricorderai i castighi per le lagne e il tempo non passato a giocare all’iPad o la mano sul sellino della bici per insegnarti ad andare senza rotelle, Diego?

I vostri ricordi si stratificano, si sedimentano e qualcuno rimarrà sul fondo, quasi invisibile e dimenticato. Ma forse riemergerà tra 20 anni, quando in mezzo ci saranno state altre sgridate, altre carezze, altre mani a reggere la bici e poi a lasciarla. Forse riemergeranno i più leggeri, sereni, gioiosi. O forse saliranno alla superficie quelli che ancora non avete digerito, in un rigurgito che cerca di liberarvi di cosa ha tenuto il vostro stomaco impegnato troppo a lungo, nel tentativo di digerire i sassi che vi ho fatto ingoiare. Involontariamente, ve lo assicuro, nella continua tensione di educarvi a cosa è giusto, alle regole, al valore della fatica e del lavoro, alla serietà.

Se mi sentite ragazzi, anche senza che io debba parlare, cercate di non passare troppo tempo a digerire quelle pietre, cercate di vedere il senso di quello che faccio e dico e non solo il modo, perché a volte, mi rendo conto da sola, non è quello giusto. E io cercherò di lasciare spazio alla mia voglia di abbracciare e coccolare, lusingare e valorizzare, senza paura di lasciarmi andare.

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Un pensiero su “cosa ricorderete (lettera ai miei figli)

  1. A me avevano detto che diventando genitori si comprendono meglio vecchi atteggiamenti dei propri genitori. A me è successo il contrario, ossia mi sono incattivita ancora di piú, ma i miei sono stati un caso di assenza particolarmente marcata. Chissà davvero cosa lasceremo a loro.. Già queste parole però secondo me sono un bel dono.

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