effetti poco collaterali

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Si chiamano “effetti collaterali” e sono piccole pietre su un percorso più ampio e complicato. Lievi danni che possiamo sopportare per ottenere un vantaggio più grande, per raggiungere la meta, per arrivare all’obiettivo prefissato.

Quando togliamo il pannolino a nostro figlio o il ciuccio, lui probabilmente avrà una regressione e tornerà a fare un po’ di capricci o a essere più attaccato a noi. Quando ci impegniamo in un lavoro che ci appassiona e ci fa stare tante ore fuori da casa, sempre gli stessi figli ci chiederanno più attenzioni, avranno più bisogno di noi, ci metteranno di più ad addormentarsi, mentre noi sfinite vorremmo solo abbandonarci sul divano. Quando cuciniamo per tanti amici a pranzo, dovremo poi occuparci di una cucina invasa da stoviglie, pentole, posate sporche di cibo e disordine.

Son tutte cose che possiamo sopportare, di cui dobbiamo essere consapevoli ma che accettiamo, in fin dei conti, volentieri. Invece c’è una cosa che è definita “effetto collaterale”, ma che sarebbe molto meglio se non ci fosse: è perdere i capelli mentre si è sottoposti a un ciclo di chemioterapia.

Ho visto alcune persone molto vicine a me perdere i capelli durante la chemioterapia. E anche le sopracciglia. E la barba. C’è chi si è messa una parrucca, chi un foulard, chi ha usato la macchinetta e si è rasato. Tutti hanno affrontato quell’effetto collaterale con coraggio, determinazione, dignità. Ma quei capelli sempre ordinati su una persona che ho visto spettinata mille volte nella vita, quelle sopracciglia disegnate con la matita, quel cappello sempre in testa e le guance senza la barba con cui l’ho conosciuto sono il segno della malattia. Il messaggio di sfida che il cancro lancia alla donna o all’uomo con cui sta combattendo la battaglia più dura. Sembra volergli dire “tu puoi anche pensare di essere più forte di me, ma io lo farò sapere a tutti che sei malato. Prima ancora che tu abbia deciso se dirlo, a chi dirlo e a chi no, io lo dirò prima di te. Non potrai mai fare finta che io non ci sia, non potrai mai dimenticarti per una sera o un minuto che io sono nel tuo corpo e cerco di sconfiggerti dall’interno”. Non è solo un effetto collaterale questo, è parte di una strategia che mina la forza di uomini e donne che usano tutta la loro vitalità e il loro ottimismo per vincere e continuare a vivere.

Venerdì sera, a Torino, l’associazione Insenoallavita onlus (nata dall’iniziativa di un medico e di una paziente del Day Hospital Oncologico del presidio ospedaliero S. Anna di Torino) raccoglierà fondi per acquistare una cuffia refrigerante da mettere in testa, che se utilizzata durante i cicli di chemioterapia riduce il rischio di perdere i capelli. Perdere i capelli per un tumore non è solo un effetto collaterale, è una fatica aggiuntiva, è un trauma, è una prova a cui si può non essere sottoposte, è qualcosa che, se si può, si deve evitare.

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