certezze matematiche

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Potrei preparare dei fogli con scritte sopra i fatti che sono certa accadranno e poi chiuderli in delle buste, da aprire solo dopo una particolare data. Quando le aprirò a giorni, settimane, mesi di distanza sarò incredula di fronte ai miei poteri di preveggenza.

Se uno dei figli è in gita per tre giorni e tu già assapori la tranquillità di essere in 4 anziché in 5 in casa e inizi a pensare a cosa potresti fare con i due in questo martedì pomeriggio senza allenamenti, piscina o altro, stai sicura che uno dei due figli rimasti si ammalerà e i tuoi programmi andranno a farsi benedire. Ti ritroverai a pulire il pavimento del bagno dalle tracce dell’influenza intestinale, ovviamente dopo che lo stesso bagno era stato tirato a lucido due ore prima.

Se ti permetti, una volta negli ultimi 8 anni, di ammalarti (perché il virus della figlia ha colpito anche te) stai tranquilla che non lo farai da sola e passerai una notte a scacchiera: prima ti alzi perché ti chiama lei, poi perché stai male tu, poi quando ti sarai appisolata priva di forze sul divano lei avrà sete e ti chiederà l’acqua (che berrà a piccoli sorsi, perché è una bambina che ascolta e sa di dover fare così, mettendoci un tempo che alle 4 del mattino sembra interminabile).

Quando poi al mattino penserai di poterla mandare a scuola perché in fondo è stata bene tutta la notte, lei vomiterà la colazione, con grande dramma del piccolo che non capisce questa ingiustizia per cui lui deve andare a scuola e sua sorella, verde in faccia come una rana, debba stare a casa. E lo urlerà a tutto il mondo, talmente tanto che lo sentirai dal balcone mentre la nonna lo accompagna. Allora ti vesti, affronti il gelo artico che ovviamente è arrivato giusto stamattina e vai a portarlo tu a scuola, riempiendo la strada di sgridate e improperi, pensando a castighi che si scolpiscano nella sua memoria e sentendo gli occhi di tutto il quartiere puntati su di te.

Se un figlio è via con la scuola tre giorni, con professori che non ti conoscono e senza cellulare, il virus intestinale avrà colpito anche lui e vomiterà per tutta la notte in albergo. E la professoressa ti dovrà chiamare per sapere quali medicine dargli (“nessuna, noi normalmente aspettiamo che passi”).

Buona giornata a tutti.

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