uno tsunami dentro di me

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Un anno fa mi è passato uno tsunami dentro. È arrivata la scossa di terremoto e qualche giorno dopo l’onda, che aveva raccolto tutta l’energia possibile, si è abbattuta con una forza dirompente nella mia vita e dentro di me. Io stavo guardando cosa c’era sulla spiaggia, mi stavo assestando per rimettere ordine nelle cose cadute dai mobili per quella piccola scossa e l’acqua mi ha travolto lasciandomi senza fiato e con le alghe in mano, nei capelli, nei pensieri.

Mi sono rialzata, come faccio sempre. Non di ottimo umore, come faccio sempre. Un po’ musona e solitaria, come faccio sempre. Ho iniziato con metodo e disciplina a rimettere a posto le cose, come faccio sempre. Per un po’ ho nutrito la mia rabbia, per quello che era successo, cercando le colpe e le mancanze. Ma dopo averle trovate (e sono certa di non aver sbagliato ad attribuire le responsabilità), non mi sono sentita meglio. Perché dentro di me era tutto caduto, perché da un giorno all’altro quelli che erano i miei punti d’appoggio diventavano fragili e bisognosi d’aiuto.

Dopo un anno sono un po’ più pessimista di prima, diciamo in generale un po’ più stanca e disincantata. La vita davvero non è una scala di cristallo e posso anche aspettare i tempi migliori, ma probabilmente non arriverà mai “il migliore dei tempi”. Arriveranno altri giorni e questa è già una buona notizia, da spendere e far fruttare, in cui concentrarsi su ciò che si è, in cui impegnarsi a essere onesti con gli altri e fedeli a se stessi. Onesti perché non c’è sempre un’altra occasione per portare avanti la giustizia, fedeli perché alla fine quello che rimane è quello che ciascuno vede al mattino nello specchio. E la dignità con cui può affrontare i giorni migliori e i giorni peggiori.

Quando arriverà il prossimo tsunami, perché arriverà prima o poi, non sarò più pronta e preparata. Ma saprò che nel lungo periodo ci si rialza e la vita ricomincia.

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2 pensieri su “uno tsunami dentro di me

  1. Francesca

    Poi magari arriverà la volta in cui lascerai i cocci a terra per un po’, senza riordinare tutto. Chissà.
    Grazie per questo post.

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