alcune cose più belle

Standard

Come in ogni Natale ci sono state tante cose belle, ma alcune più belle.

Mio papà seduto a tavola con noi, al suo solito posto, di fianco ai consuoceri. Non è che gli altri siano stati meno importanti, ma ho avuto paura che lui non ci sarebbe stato più nei nostri pranzi di Natale e invece c’è e tutto è più bello di prima.

Il tifo e le indicazioni urlate al nonno cieco, per aiutarlo a pescare una caramella nella macchinetta come quella delle giostre. Suggerisco una nuova specialità delle Paralimpiadi per la prossima edizione.

La gioia dei nonni nel dare a Jacopo il regalo che chiede da un paio d’anni e che finalmente i suoi genitori bacchettoni hanno concesso. Lui lo sapeva già che quel regalo sarebbe arrivato, non perché avesse particolare fiducia in noi, ma perché il nonno non ha saputo mantenere il segreto. E i regali più belli, quelli desiderati più a lungo, è giusto che li facciano i nonni.

Parlare con mia suocera con calma, di contrasti e difficoltà tra le persone. Parlare, non solo di logistica e di organizzazione familiare, ma di come stiamo, di sensazioni, di pensieri.

Mia nonna a casa mia fino quasi a cena, col suo sorriso e i suoi occhi sempre più piccoli, le sue frasi estemporanee e la consegna dell’unico regalo che ha scelto lei: un profumo per mia cognata. Perché è così che si fanno i regali, non a tutti indiscriminatamente, ma a qualcuno a cui abbiamo pensato.

Diego che gioca coi nonni a un gioco di società e fa le parti di tutti, Lucia, Anna e Matteo che giocano tutti insieme, senza mai litigare e lamentarsi.

Le telefonate importanti, quella di chi finalmente fa il nonno e si trova la mattina di Natale a passeggio col nipote e quella con la mia amica, a sera tardi, quando si sdraia sul divano dopo che tutti sono usciti da casa sua. La sua stanchezza e la sua soddisfazione. I messaggi con le foto delle due amichette che colorano i giochi che hai scelto per loro.

La presenza di Eva, nuovo angelo custode della nostra famiglia, con la sua storia diversa dalla nostra, la sua lingua diversa, le sue feste diverse. Perché non è la somiglianza nella lingua, nelle storie o nelle tradizioni religiose e culturali che ci rendono vicini. Ma la voglia di conoscere, dialogare, ascoltare e incontrare gli altri.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...