cosa tengo di questi 40 anni

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Di questi 40 anni che finiscono oggi ne tengo un bel po’.

Tengo il primo secondo, il primo minuto, il primo giorno, la prima settimana, il primo mese e gli undici dopo di lui. Quelli in cui ho conosciuto mia mamma e mio papà, mia sorella, i miei nonni, la famiglia che mi ha accolto, la mia amica che non mi lascia mai.

Tengo un anno a caso della mia infanzia, quel periodo tra materna ed elementari, i cui ricordi si confondono con le fotografie che hai visto da sempre negli album di famiglia. Quel periodo di feste di compleanno a casa, di vacanze in montagna coi nonni e partite a scopa, di recite e gite scolastiche e avventure agli scout. Quel periodo leggero e spensierato in cui puoi essere tutto quello che desideri.

Tengo il 1990, anno dei mondiali e prima vacanza in Francia. Lì ho trovato un’altra famiglia, ho aperto le porte e le finestre della mia casa per capire che intorno c’era il mondo e che era meraviglioso. Tengo le biciclette scassate, i cani pulciosi da spostare coi piedi da sotto il tavolo, i dolci e il prosciutto crudo tagliato spesso, gli scherzi e le corse nei campi, il primo reggiseno della mia vita. Tengo le confidenze fatte in un’altra lingua diversa dalla mia, una lingua che forse mi permetteva di trovare parole nuove per raccontarmi.

Tengo il 1992 e i miei 17 anni festeggiati al mare. Tengo quei capodanno che iniziavano il 28 dicembre e finivano il 3 gennaio, la spesa fatta tutti insieme al supermercato, le serate a giocare a giochi di società, la chitarra, l’onda che mi bagna i piedi sul lungomare di Santo Stefano mentre scatto una foto. Tengo l’energia di quegli anni pieni di progetti, pieni di contrasti, pieni di possibilità.

Tengo gli anni delle nascite e delle morti. Di figli, nipoti, amici piccoli, nonni, zii, amici e amiche. I momenti in cui mi sono ritrovata cresciuta per il solo fatto che qualcosa era successo. Tengo strette le lacrime che ho speso, il senso di smarrimento e sconfitta, il dolore che provo ancora oggi a ripensare alle mancanze. E tengo vicino l’emozione e lo stupore nel sentire l’odore e la pelle dei nuovi compagni di viaggio che sono arrivati nel mio percorso, ad allietare i giorni e le notti. Di ciascun momento tengo stretto il ricordo ancora così concreto e reale.

Tengo gli ultimi 14 anni, tutti insieme, il tempo della mia famiglia nuova, il tempo dei progetti con Flavio. Il tempo della quotidianità e dello straordinario costruito ogni giorno, mattone dopo mattone. Con la timidezza e la testardaggine che ci accomunano.

Tengo l’ultimo anno, iniziato con un trasferimento, con una passeggiata da sola. Con il cuore pieno di speranza e di paura. È stato un anno pieno, intenso, faticoso e bello. Un anno che mi ha dimostrato una volta di più quanto le cose che contano siano in fondo poche: un pranzo insieme il sabato, una passeggiata in montagna, una pizza nel forno del mare con tutti i nonni, una vacanza con gli amici, una gara di corsa con mio figlio e i piccoli che fanno il tifo, una chiacchierata con mio suocero, un lavoro che mi piace.

Avanza poco, lo so.

 

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