ciao

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Non ricordo tanti sorrisi da te, più risate: di quando tu mi prendevi in giro o di quando a prenderti in giro ero io. I sorrisi sono tenerezze che non riuscivi a donare, le risate erano la passione e la caparbietà (a volte testardaggine) con cui affrontavi la vita. Non ricordo torte di compleanno, ma minestroni, gnocchi fatti a mano, pastasciutte per tutti noi bambini alle vacanze di branco o per le nipoti di sangue e quelle acquisite a Camaiore.

Ricordo quando sotto la pioggia battente della tromba d’aria sei venuta a prenderci davanti alla macchina con l’ombrellone aperto, perché l’ombrello non bastava. Ricordo le corse delle lumache sul balcone il pomeriggio subito dopo e i pomeriggi nella pineta di Viareggio. Ricordo i tuoi regali di Natale: sempre qualcosa per il corredo, lenzuola o tovaglie, asciugamani o asciuga piatti. Solo tu e mia nonna ci regalavate queste cose, che adesso sono un po’ al mare, un po’ a prendere polvere nell’armadio. Ricordo il tuo terrazzo, su cui andavamo in bici da piccole. Ricordo il frigo del mare, con la manigliona cromata, marca fiat. Ricordo le lenzuola che hai cucito per i miei bambini, la stoffa che siamo andate a scegliere insieme al mercato. Ricordo quando mi hai dato tutto quello che avevi da vestire per gli scout, con la camicia che ha usato prima Stefania, poi Jacopo e adesso Lucia. Ricordo quando sei venuta a trovare mio papà che faceva riabilitazione e la telefonata appena prima di Natale.

Penso che l’età adulta sia una strada in cui  si cammina con una borsa in ciascuna mano: una è piena di ricordi, l’altra è ancora da riempire. In quella borsa di ricordi, ci sono un bel po’ di cose tue che si mischiano indissolubilmente con quelle della mia famiglia. Perché eri mia nonna, come tua figlia era mia mamma, come le tue nipoti sono le mie sorelle.

“Prometto, con l’aiuto e l’esempio di Gesù di fare del mio meglio: nel migliorare me stesso, nell’aiutare gli altri, nel rispettare la legge del Branco”: ci saluti con un fazzolettone al collo, tu che sei stata più scout di tutti noi. Tu che non hai mai recitato la promessa, ma l’hai vissuta ogni giorno della tua vita. Hai fatto del tuo meglio e ci hai dato tanto. Buon riposo nonna Silvia, abbraccia Enrica per noi.

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