se avessi delle ore extra

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Se avessi delle ore extra farei tante cose.

Inviterei a cena gli amici coi figli che ancora hanno la pelle rugosa e cotta da un bagno di nove mesi. Li guarderei stanchi ed estasiati di fronte alla nuova creatura, spierei i segni dei piccoli disagi dei fratelli maggiori, quelle provocazioni ancora celate ma che stanno covando sotto la cenere.

Andrei a correre da sola e con mio figlio, per migliorare le prestazioni e svuotare la testa dai pensieri, dai progetti, dalle tensioni e per ascoltarlo parlare, senza polemiche, perché quando il fiato è corto il posto per le polemiche non c’è. Farei fatica con lui, accostandomi al suo sforzo in silenzio, consapevole che quello che sta facendo richiede molta determinazione.

Controllerei i compiti di Lucia, proverei a farli con lei, studierei storia e scienze. Anziché sfogliare velocemente i quaderni, leggere il diario al mattino quando ormai è tardi per fare qualcosa che abbiamo dimenticato. La ascolterei raccontare la sua vita e le sue giornate, così piene e organizzate.

Andrei a prendere Diego in bicicletta a scuola e poi lo porterei nel parco in cui pedalava suo bisnonno, scoprirei con lui i sentieri, mi fermerei a guardare le gazze e gli scoiattoli, ascolterei il fiume che scorre lì sotto.

Inviterei a fare merenda un’ex collega e i suoi ragazzi, i bambini che ama e che cresce con suo marito, con coraggio e altruismo, con gratuità e attenzione. I figli che la vita le ha dato, tutti.

Farei una passeggiata per la mia meravigliosa città con la macchina fotografica, approfittando di queste giornate luminose e pulite per trattenere momenti di calma e silenzio, di vita e di aria.

Chiamerei un’amica che non riesco mai a sentire, che ha lanciato un allarme settimane fa e ancora non riesco a raccoglierlo. Proverei a ricucire con lei i pezzi delle nostre vite, a riaccostarci l’una all’altra per capire come trovare il modo di esserci prossime, nonostante la quotidianità, nonostante le differenze, nonostante i chilometri di distanza.

Andrei al mare con Flavio, solo noi due, nella casa che vediamo sempre e solo piena di persone. Per toccare le foglie nuove degli ulivi, per guardare come sta crescendo il mio ficus, per svegliarmi al mattino e vedere il mare. Per stare seduti fuori a leggere un libro, ognuno da solo e insieme. Senza la fretta delle comunicazioni logistiche, senza il brusio di fondo della vita quotidiana.

Se avessi delle ore extra dormirei un po’ di più, senza sensi di colpa, senza pensare che quando mi riposo sul divano sto trascurando altre cose che vorrei fare.

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