una vacanza tira l’altra 

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Visitiamo Parigi e penso che dovremo anche andare a Lisbona, a Berlino, a New York. Per non parlare di Istanbul, San Pietroburgo, Londra, Praga, Dublino. 

Andiamo a Le Havre e parlo dell’architettura di Mosca, così simile nel suo razionalismo estremo, nelle linee squadrate e nette. Guardiamo il porto e diciamo che dovremmo vedere insieme un film, Miracolo a Le Havre, romantico e umano, pieno di ottimismo e speranza.

Passiamo mezza giornata al Memoriale di Caen e mi ritrovo a progettare altri viaggi, a Dacahu e a Berlino, altre letture, Se questo è un uomo o Il partigiano Jonny, altri film da vedere, Train de vie o Le vite degli altri.

Siamo in vacanza con i ragazzi e a Belleville non abbiamo mangiato il cous cous o cibo cinese, così come a Le Havre non abbiamo visitato la casa modello dell’architettura razionalista, perché avremmo superato il limite della loro elasticità e sopportazione e ne avremmo poi pagato le conseguenze. Però essere in questi posti con loro mette in moto una catena di stimoli e suggerimenti, un elenco praticamente infinito di possibilità. Di viaggiare ancora, di leggere ancora, di vedere ancora, di ascoltare ancora. Di vivere e crescere insieme. E diventare forse un po’ più ricchi, di vita e di attenzione al mondo intero.

ps. nella foto la prima edizione di Se questo è un uomo esposta al Memoriale di Caen.

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