siamo i petali di un fiore

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– Mamma, mi hanno dato questo fiore con le parole su ogni petalo e dovevamo dire che cos’era. Io ho pensato che è la mia famiglia –

E le scelte di Lucia, su quale parola associare a ciascuno di noi, a me sembrano perfette.

Io sono amore, quello fisico, carnale, quello che da quando sai di averli dentro non ti abbandona più. Quello che difende con le unghie e coi denti, che di fronte al pericolo tira fuori istinti animali e può portare ad aggredire. Quello che ha cerotti per guarire, ma anche acqua ossigenata che brucia e sembra una punizione, più che una soluzione. Quello che a volte non sa dosarsi e rischia di soffocare.

Flavio è giustizia, con la sua capacità di non fare mai preferenze tra uno e l’altro, di lasciare da parte l’emotività nel prendere decisioni, di usare sempre lo stesso metro con tutti e tre. E come un giudice a volte sembra non prendere in considerazione l’umanità di chi ha di fronte, fatta di sensibilità e debolezze, momenti sbagliati per sentire un parere. E come un giudice ha bisogno di tempi lunghi di fiducia, perché poi, quando il momento sbagliato sarà passato, ti ritroverai ad essere d’accordo con lui e con quello che ti ha detto un giorno.

Diego è perdono, lui che non porta mai rancore, che torna ancora a giocare dopo l’offesa e la sceneggiata. Lui che ama tutti di questa famiglia con la naturalezza di chi è arrivato quando tutti erano già lì e non potrebbe immaginarla senza uno di noi. Lui che rincorre l’amore degli altri, non perché non ne abbia abbastanza, ma perché non ne è mai sazio, consapevole che insieme si sta meglio che da soli.

Jacopo è verità, parola perfetta per un preciso come lui che deve sempre ribadire il suo punto di vista (la sua verità), che mente raramente, come se la bugia gli togliesse un pezzo di identità e dignità personale. Che a volte ferisce e a volte si ferisce pur di dire la verità, pur di restare fedele a se stesso e a quello che pensa. Come se quel bisogno di verità fosse una bruciatura sempre presente sulla lingua, che gli impedisce di tenerla a freno.

Lucia è rispetto, con la sua capacità di accettare tutti e tutto, qualsiasi strada possibile, qualsiasi percorso alternativo. Perché lei è talmente libera nelle sue scelte, talmente creativa nei suoi viaggi alla ricerca di soluzioni che non riesce neanche a immaginare un mondo senza rispetto per le scelte e le strade degli altri. Non è che accetta la diversità, semplicemente non la vede come un problema, ma come un dato di fatto.

 

Siamo i petali di un fiore: leggero come Lucia, morbido come Diego, autentico come Jacopo, diritto come Flavio, inglobante come me.

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