le cose che storgono la luna

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Se esistono le giornate con la luna storta, esistono anche le cose che quella luna la fanno storgere, deformare, girarsi dall’altra parte e farti le pernacchie mentre tu lotti contro le maree del malumore. Queste sono alcune delle mie, quelle più fresche. Ma non è un elenco esaustivo, che certi elenchi non si esauriscono mai e la luna è una pusillanime e si fa girare da chiunque.

I ritardi. Di chiunque, a partire dalle maestre che fissano i colloqui con le famiglie con un ritmo da centometristi e poi sono puntualmente in ritardo di almeno mezz’ora. Che poi mi chiedo: il mio sarà circa il 500centesimo colloquio che fate nella vostra carriera, possibile che non abbiate ancora imparato a fissare un calendario che abbia una minima possibilità di essere rispettato?

Le bugie. L’altra sera mio figlio piccolo per coronare una giornata bella, ma anche faticosa e vissuta gestendo imprevisti e tenendo a freno l’ansia mi ha detto, già a letto, “mi hai mentito tre volte” perché non eravamo riusciti a vedere un film che gli avevo detto che avremmo visto (il venerdì, poi il sabato, poi la domenica sera). E così mi sono beccata della bugiarda senza possibilità d’appello, mentre le mie buone ragioni le avevo eccome (la cena fuori imprevista, le difficoltà a scaricare il film, gli invitati che restano più a lungo a casa e le complicazioni dei nonni malaticci). Invece non ha scuse il calzolaio che mi dice di ritirare la borsa che gli ho portato un giorno, poi con aria supplichevole quel giorno mi avvisa che non ce l’ha fatta e mi da appuntamento per un altro giorno e quando io vado (concedendogli ancora due giorni in più) mi dice che ancora le mie borse non sono pronte. Credo che quando andrò finalmente a ritirarle gli dirò che purtroppo non posso pagarlo quel giorno, ma tornerò, non si preoccupi.

L’inadeguatezza. Mia, al corso in palestra a cui mi sono iscritta con grande entusiasmo e allegria. Ma quando sei già un po’ contrariata vedere che il tuo tessuto dondola quando dovrebbe star fermo ed è immobile quando invece dovrebbe elegantemente oscillare, ti viene il nervoso e ti chiedi perché il tuo corpo e la tua testa non sappiano capire degli ordini semplici e che tutte le altre in quella stanza hanno saputo mettere in atto con tale naturalezza. Fortunatamente nella stanza non ci sono specchi, altrimenti vedere la differenza tra te e l’insegnante, tra il tuo corpo accartocciato e il suo flessibile e armonico sarebbe la goccia che provoca un’alluvione.

Le dimenticanze. Soprattutto dei figli che abbandonano in giro mutande sporche dopo essersi fatti la doccia, che lasciano sul tavolo il libro d’inglese e il porta penne, perché forse mentre si fanno la cartella pensano alla fame nel mondo o a come raggiungere il nuovo livello nel gioco alla wii che li appassiona tanto.

A volte penso che avrei bisogno di una vacanza, dalla mia vita.

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