il tempo che abbiamo

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Quest’estate ho scattato più di mille foto: col cellulare, con la macchina fotografica, facendomi prestare la scheda di memoria da Lucia, che la mia l’avevo già riempito. Ho fotografato fiori, piante, laghi e lagune, montagne, mare, sentieri, monumenti, cibo. Ho ammorbato parenti e amici, figli che ormai si coprono quando mi vedono con la macchina in mano, ho rallentato il percorso verso un tempio o verso il mulino delle saline per fermarmi a fotografare un dettaglio. Ho intrappolato in un fotogramma sconosciuti, bande musicali, feste di paese, nuvole.

Ho trattenuto momenti che mi stavano dicendo qualcosa, dettagli che sintetizzavano un tutto più grande, emozioni che forse riuscivo a vivere solo così, dietro l’obiettivo che mi copriva gli occhi e il cuore. Ho raccontato quella che sono in quelle foto, quello che vorrei fosse il mondo, quello che la mia mente cerca di capire e interpretare.

E oggi ho ritrovato una foto di 6 estati fa: c’è Diego, ha un anno, nel cortile della casa al mare, intento a infilare un cavallo dentro un camioncino. E di fianco, accovacciato, c’è uno zio, che lo osserva con la stessa espressione seria e concentrata. Intorno a loro forse qualcuno stava litigando (gli altri due miei figli probabilmente), qualcuno prendeva il sole o leggeva sul dondolo, qualcuno bagnava le piante. Ma in quel momento, quello esatto in cui l’otturatore della mia macchina fotografica si è chiuso e la luce ha lasciato quel segno permanente, loro due erano da soli, concentrati in un mondo a parte, fatto di vicinanza, quella che faceva accovacciare un 60enne per stare alla stessa altezza del nipote di un anno, di impegno, quello di un bambino che prova da solo a fare una cosa difficile e non chiede aiuto, di tempo, quello che sapevano di avere davanti e che gli permetteva di non affrettarsi, ma darsi tutto il tempo necessario per riuscire a fare cosa volevano fare.

Non è un caso che quella foto salti fuori proprio oggi e io me la tengo lì, appoggiata addosso, cercando di fare in modo che mi ricordi che per stare insieme serve vicinanza, impegno. E tempo. Tutto quello che c’è , tanto o poco che sia.

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