qualcun’altro lo farà (chissà quando)

Standard

A volte vorrei credere veramente che qualcuno farà quello che io dimentico o che non ho tempo e voglia di fare.

Qualcuno prima o poi piegherà le calze e le mutande lavate e abbandonate mezze umidicce e spiegazzate sulla cassettiera. Odio stendere calze e mutande e quindi dopo un giorno di decantazione nella bacinella, il passaggio diretto è ribaltare la bacinella e tutto il suo contenuto sulla cassettiera. E lì calzini solitari e mutande di 5 misure diverse si seccano in posizioni innaturali e quasi artistiche.

Qualcuno porterà prima di ferragosto il sacchetto con le calze della befana in cantina, così potranno ricongiungersi a tutti gli altri addobbi natalizi che ho già ritirato domenica sera. I figli erano ai campi scout e le calze ripiene di dolcetti e sorprese li aspettavano attaccate alle maniglie dell’armadio, succose e disciplinate. E quindi serve un nuovo giro in cantina, per cancellare quell’ultimo segno delle vacanze di Natale. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

Qualcuno ritirerà l’ombrello che ho lasciato fuori dalla porta quando sembrava che vivessimo nella stagione dei monsoni. Lo vedo ogni volta che scendo dall’ascensore o che esco sul pianerottolo e una vocina dentro di me dice “dovresti chiuderlo, ripiegarlo nella sua custodietta e metterlo in casa”. E ogni volta non ho tempo, non ho voglia, non so dove sia la custodia. Risultato: l’ombrello sta lì, a ricordarmi che la pioggia potrebbe tornare da un momento all’altro.

Qualcuno piegherà le coperte che abbandoniamo sul divano al mattino, dopo che la sera ci siamo addormentati io e il mio socio e al mattino i ragazzi hanno strappato ancora 10 minuti di sonno, trascinandosi fin lì dal letto prima della colazione. Lo so che le useremo di nuovo dopo 12 ore o poco più, ma entrare in casa e vedere le coperte abbandonate sul divano mi da quell’impressione di una famiglia scappata da casa per una calamità naturale. Mi accontenterei anche che qualcuno, al posto mio, le buttasse una sull’altra sulla sedia che è messa dietro il divano, così dovrei fare un passo in ingresso prima di vedere l’accampamento abbandonato prima del disastro.

Qualcuno pulirà gli scarponcini da montagna di Lucia e di Jacopo, infangati dopo la pioggia incessante dei loro campi scout invernali. Li spazzolerà, li metterà sotto un termosifone per farli asciugare, spruzzerà nuovamente l’impermeabilizzante e poi li rimetterà al loro posto nella scarpiera. Altrimenti li troveremo tra un mese, un blocco unico di fango e muffa, un minuto prima di partire per la prossima uscita scout. E avremo di fronte due scelte: far partire i ragazzi con ai piedi o quelle bombe batteriologiche o le scarpe di tela, a febbraio. Quando si dice aver l’imbarazzo della scelta.

Sono sicura che qualcuno farà tutte le cose che io non ho voglia di fare. Probabilmente un mio clone.

Annunci

Un pensiero su “qualcun’altro lo farà (chissà quando)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...