è primavera quando

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È primavera quando mi sveglio con la luce che entra dalle tapparelle, lasciate un po’ sollevate per iniziare ad abituarmi gradualmente al giorno. Quando il giorno che si infila in camera da letto mi fa alzare (quasi sempre) più di buon umore di come sono andata a dormire.

È primavera quando inizio a vestirmi poco, a volte troppo poco. E poi arriva il vento, mentre io mangio il gelato coi figli e mi stringo nella giacca che ha solo tre bottoni perché è per la bella stagione e quindi è praticamente tutta aperta. E non ho neanche preso la sciarpa perché quando sono uscita di casa avevo appena finito di correre ed ero leggermente accaldata.

È primavera quando al mercato comprerei tutta la verdura che vedo sui banchi. A volte riesco a fermarmi, ricordandomi che poi dovrà essere pulita. E io sarò la persona scelta per farlo. E dopo tutta quella fatica, i miei figli storceranno il naso all’idea di mangiare solo verdura per cena.

È primavera quando vado a correre in maglietta, anziché con la maglia termica, anche se ho poco tempo e di solito mi piace correre solo quando ho un sacco di tempo. Ma oggi c’erano 20 gradi e non potevo perdermi questa occasione di stare nel parco.

È primavera quando il mio ulivo finalmente si toglie il cappotto invernale e mi rivela le sue foglie nuove, pulisco le piante del balcone dalle foglie secche e dai rami appassiti e smuovo la terra, per dare nuovo ossigeno a quegli esseri viventi che tornano a svegliarsi. Quando sposto il rosmarino in un vaso più grande, parlo con le foglie del limone che ricrescono e sconfiggono le malattie che in inverno si sono manifestate. Tutte operazioni per cui serve intimità, solo io e le piante. Nessun altro intruso (ad esempio mio marito) che non capirebbe che il mio non è un monologo, ma un dialogo.

È primavera quando al parco vicino a casa vedo scoiattoli che mi tagliano la strada e leprotti (ben tre oggi) che mangiano l’erba nuova, di un verde speciale che si può vedere solo in questo periodo dell’anno.

È primavera quando starnutisco come una pazza, ma in fondo non mi importa: perché il mondo si deve risvegliare, nonostante gli allergici. E perché comunque ci sono i vaccini e gli antistaminici.

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