ma mi tolga una curiosità

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Quando il mio vicino del piano di sotto, ultra ottantenne ex ingegnere fiat piemontese con moglie con piega sempre fatta e perle ai lobi delle orecchie, ha qualcosa da dirmi di non particolarmente amichevole inizia così “signora, ma mi tolga una curiosità…”. Io la curiosità, più che toglierla, gliela trasformerei in una drammatica certezza, ma poi cerco di restare nei margini dell’educazione e uso l’ironia per rispondergli, sempre meno di quella che si meriterebbe.

Di solito queste domande me le fa in ascensore, quando non posso girarmi dall’altra parte e andarmene, e in 10 anni di vita in questa casa mi ha chiesto svariate cose, la migliore è perché il mio ultimo figlio, allora di poco più di un anno, a volte piangeva. Avrei voluto dirgli che era perché quando faceva i capricci lo minacciavamo di abbandonarlo e affidarlo a lui e alla sua dolce consorte, poi mi sono trattenuta.

So che il tono è un po’ fastidioso e in questo periodo dell’anno mi esce particolarmente naturale (il tono fastidioso), però io avrei da fare la stessa domanda.

Ma mi tolga una curiosità chi nella chat di classe chiede, dopo tre anni di concerti di fine anno, se ci sono dei posti riservati per i genitori della classe che sta per uscire da questo ciclo scolastico. Che problemi hai a metterti in fila come tutti i comuni mortali, ti si stancano le gambe? Visto che i posti riservati non ci sono mai stati, per quale motivo dovrebbero farlo quest’anno, perché c’è il tuo gioiellino che suona?

Ma mi tolga una curiosità il professionista, con cui collaboro da anni a un progetto, che mi chiede ogni volta come rispondere alle mail che arrivano a lui, riga per riga, domanda per domanda. Hai avuto una madre che ti ha ricordato fino a 30 anni che dovevi metterti la canottiera o fare pipì prima di uscire di casa? Altrimenti la tua insicurezza non si spiega. Ah, in ogni caso, madre o non madre: non me ne frega niente della tua insicurezza, risolvitela e rispondi da solo. Ti capiterà di assumerti la responsabilità di fare delle scelte, capita a volte.

Ma mi tolga una curiosità il genitore che alla recita del figlio di quinta elementare, commenta per tutta la recita con battute ai suoi vicini di pari forza a un tono di voce che sarebbe fastidioso pure a un concerto rock, ride sguaiatamente e batte le mani ad ogni canzone, coprendo la voce dei bambini che stanno cantando. Sei venuto per ascoltare e guardare tuo figlio o per diventare lo spettacolo (da baraccone) per il resto del pubblico? Perché a me delle tue performance da Uomini e Donne non interessa molto, quindi la prossima volta fai che stare a casa, ti mandiamo il video.

Chi sa le risposte, mi tolga una curiosità. Che il dubbio mi sta rodendo dentro.

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