è iniziata la scuola, anzi no

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È iniziata la scuola, ormai tre settimane fa. Alle superiori si sta imparando a gestire passaggi di autobus, materie nuove, libretto delle assenze, una lingua nuova (il latino), interrogazioni di fisica in una lingua che non è la propria (l’inglese). Gli orari lunghi di uscita da scuola e il pranzo a metà pomeriggio. Anzi no, perché per la terza settimana consecutiva Jacopo ha un orario ridotto (4 ore al giorno), perché ancora non ci sono tutti i professori nella scuola (e nella sua classe manca il docente di storia e geografia).

Alla scuola elementare ci si ritrova dopo le vacanze, coi compiti finiti nei primi giorni di settembre per essere belli freschi di competenze al rientro in classe, con la voglia di incontrare di nuovo i compagni, con l’entusiasmo di affrontare la terza elementare, la classe più complicata, quella in cui si inizia a studiare veramente, con la cartolina comprata in vacanza da attaccare di fianco alla lavagna, in quei riti di inizio anno che fanno rientrare nella routine. Con la voglia di rivedere le maestre, che sono anche un po’ amiche. Anzi no, perché le maestre sono entrambe malate, una in infortunio capitato a scuola dopo la prima settimana di scuola. E in queste tre settimane si sono alternate insegnanti sempre diverse della scuola, senza alcuna supplente fissa, infatti il diario è intonso, la cartolina è ancora a casa e le competenze rinfrescate a settembre saranno tornate a fare i castelli di sabbia.

Al nido, dopo i primi giorni di settembre in una scuola diversa perché la propria era chiusa, finalmente si torna a “casa”: in un posto che si conosce, con compagni ed educatrici che ti danno sicurezza, con una regolarità che permette di fare passi in avanti, di crescere, di diventare autonomi. Anzi no, perché dall’oggi al domani la scuola viene chiusa per interventi urgenti alla struttura e resterà chiusa per tutto l’anno, con le sezioni divise in altri asili della città, con servizio navetta su cui saliranno bambini di 2 anni e mezzo.

La scuola è iniziata il 10 settembre qui in Piemonte, anzi no. Perché dopo 16 giorni le magagne in ogni istituto sono ancora talmente tante che c’è da chiedersi se più di uno, tra miur e servizi educativi cittadini, si sia dimenticato di mettere la sveglia e creda ancora di essere ad agosto, tra fenicotteri gonfiabili e mojito sulla spiaggia. I ragazzi, dagli 0 ai 19 anni, sono a scuola e stanno aspettando di poterla iniziare. Veramente.

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