baci dietro l’albero 

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In macchina, dialogo tra fratelli.

– Ma guarda quei due che si baciano dal benzinaio –

– Cosa c’è che non va Lucia? – chiedo.

– Dovrebbero baciarsi da qualche altra parte, per esempio in un parco –

– Perché? – chiede Diego.

– Almeno c’è un po’ di prato e non c’è puzza di benzina. E poi ci sono gli alberi e ti puoi baciare dietro un albero –

– Ma non devi mica nasconderti per baciarti, se sei fidanzato – dichiara Diego. E poi, dopo un po’ chiede.

– Ma M. è fidanzata? – (M. è la cugina 14enne, sua ultima passione).

– Non lo so, chiediglielo – gli rispondo.

– E tu sei fidanzato Diego? –

– Si, con E. –

– E tu Lucia? –

– Mah, ci sono. M. e L. che dicono che sono i miei fidanzati e a volte litigano e vogliono fare la lotta, così chi vince è il mio fidanzato. Poi però alla fine sono tutti sudati –

Nei viaggi in macchina si scoprono tante cose. Sarà che non ci si può guardare negli occhi.

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amore ed elettricità

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Da qualche tempo la mia auto mi accoglieva con l’autoradio accesa e io avevo interpretato questo gesto come un’attenzione nei miei confronti, il suo modo di dirmi “benvenuta, sono felice di rivederti”. Molto meglio di quando aveva deciso di combattere la secchezza dell’aria, causa di molti malanni di stagione quale tosse stizzosa e allergie, regalandomi ad ogni curva a sinistra un’abbondante caduta d’acqua a fiotti sul tappetino anteriore destro.

Tempo prima la freccia a destra aveva iniziato a cambiare ritmo quando schiacciavo il pedale del freno, accelerando il ticchettio come per tenere il tempo dei miei pensieri, mentre aspettavo che il semaforo diventasse verde e potessi proseguire nella direzione del mio destino.

Poi l’autoradio ha iniziato a farsi insistente accendendosi autonomamente mentre io ero a motore spento ad aspettare davanti alla scuola di turno, oppure quando non ero neanche in macchina. Non sapevo esistesse l’autoradio stalker, ma pensavo di poterla domare, con la pazienza e la ragionevolezza.

Stamattina quell’essere di lamiere e vetri, luci e sedili si è ribellato del tutto. Quando entrata in macchina ho spento l’autoradio e ho cercato di mettere in moto, il quadro si è acceso, mi ha informato che era mezzanotte e non le 8,45 del mattino e si è rifiutato di far partire il motore. E in quel momento ho capito che ce l’aveva con me, che stava vivendo di vita autonoma e non intendeva sottomettersi al mio volere.

Pensavo fosse amore, invece era un contatto elettrico. Malfunzionante, per giunta.

Mio marito li chiama contrattempi, io tradimenti.