mulino grigio

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Ci sono le mattine da mulino grigio, quelle in cui se venissero a girare un spot sui prodotti da forno per la colazione nessuno comprerebbe quei biscotti. Ci sono le mattine in cui i figli vanno a scuola solo con nel cuore la consapevolezza che quando torneranno a casa potranno dormire. Ci sono le mattine in cui dimentichi le cose da fare appena dopo averle pensate, scappano probabilmente dalle orecchie o dalle narici e tu non te ne accorgi neanche.

Ci sono le mattine in cui ogni saluto è una dichiarazione, verbale o meno, di stanchezza. E allora abbracci il figlio grande appena uscito dalla doccia e lui ti dice che è stanco. Incroci la figlia di mezzo seduta sul coperchio del water che piange perché ha sonno. Abbracci nel corridoio tuo marito e tutti e due vi appoggiate un po’ di più sull’altro, col rischio di riaddormentarsi subito. Guardi il piccolo seduto di fronte a te a tavola e vedi che farà colazione con lo sguardo perso e due lacrime a metà guancia che non hanno la forza di scendere fino a cadere.

Ci sono le mattine da mulino grigio perché non siamo capaci mai di rinunciare a una possibilità, che sia l’allenamento doppio di basket, il corso di coro, la presentazione di un libro in una libreria, la spesa a km 0 e il recupero delle ceste di verdura alle nove di sera. Perché a nessuno dei miei figli capita mai che una proposta che sentono a scuola, da un amico, agli scout o per la strada a loro non interessi. E allora comprimiamo un po’ più le ore e stringiamo più forte i denti, così riusciamo a cogliere anche quella occasione di crescita, stimoli, confronti, approfondimento.

– Per arrivare al natale dobbiamo sopravvivere a dicembre – ho detto stamattina ai ragazzi e siamo partiti tutti per i nostri impegni quotidiani. Ci mancano 19 giorni, pieni di eventi, recite, compiti, allenamenti, alberi di natale e addobbi da fare, vita. Sopravvivremo. Stanchi e felici.