esercizi di matematica domestica

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Fare la mamma vuol dire avere una capacità innata per far tornare i conti. E non parlo di carrelli strapieni al supermercato che per spingerli serve la forza di cento braccia o il piano di copertura dei figli negli innumerevoli ponti e vacanze in cui le scuole sono chiuse.
Parlo di economia di coccole e attenzioni. Se fai una carezza a uno, subito l’altro o gli altri ti fanno notare che a loro è almeno da un’ora che non dai un bacio e che sommati ai baci di questa mattina loro sono a credito di almeno 5 minuti di coccole varie.
Se accompagni i grandi alle elementari, il piccolo ti dirà che porti sempre loro e che l’accompagnamento di ieri alla materna non vale perché c’era anche la nonna e lui è andato a scuola con la nonna.
Se stai alla gara di ginnastica artistica il grande ti ricorderà che al suo campionato di calcio sei stata solo una mattina e non hai visto l’ultima partita.
E allora baratti un bacio con il pezzo di ninna nanna preferita cantato tenendo la mano al lamentoso di turno, l’accompagnamento a scuola con la lezione di nuoto seguita dall’inizio alla fine attaccata al vetro, la gara di ginnastica artistica con un’interminabile partita a Monopoli la domenica pomeriggio.
E poi in cuor tuo ti rimane una certezza: che avrai perso comunque qualcosa, che tu rimani sempre in debito nei confronti di almeno uno dei tre.

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