io ho l’abbonamento

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– Ehi, è il mio letto, mica un parco giochi! –

Diego nella casa in Corsica dorme da solo nel soggiorno, sul divano. Ha ottenuto il privilegio in una sfida alle terze a pari e dispari con suo fratello e adesso difende lo spazio quando qualcuno di noi ci si siede.

Se a sedersi sono i suoi fratelli o suo papà, il costo è sempre uguale: 5 euro.

– Tu mamma siediti pure, per te è gratis. Hai l’abbonamento –

– E perché mamma ha l’abbonamento e io no? – chiede Flavio.

– Mi dispiace, mi hanno dato un blocchetto da 1. Il prossimo blocchetto mi arriva… (pausa come per controllare lo stato dell’ordine) …tra un anno. –

Lui, ovviamente, ha l’abbonamento sul mio letto.

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abbiamo chiuso il girotondo

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Ce lo chiedi quando siamo soli, i tuoi fratelli due passi avanti, o sul divano a guardare la tv. Ci vieni vicino, a me e a papà, e con la tua aria sicura ci dici “siamo soli, adesso potete dirmelo: chi è il vostro figlio preferito?”

Tu sei il figlio che mi stupisce di più, con la tua sicurezza, una fiducia nelle tue possibilità serena, di chi sembra non aver bisogno di dimostrazioni.

Tu sei il l figlio che mi scioglie con le sue tenerezze gratuite, con le sue attenzioni verso gli altri e la sua generosità inaspettata. Quello che al mattino si sveglia e con gli occhi chiusi mi dice “mamma sei bella”.

Tu sei il figlio che mi fa ridere di gusto con la sua ironia naturale e adulta, che coglie la nota diversa in una melodia e sa metterla al centro di una battuta, svelando che le cose si possono sempre osservare da almeno due punti di vista: quello frontale e piatto oppure quello laterale, ironico e dissacrante. Sembra incredibile che questa capacità sia in un bambino di 8 anni, ma tu sei sempre stato dotato di tempi comici in modo spontaneo.

Se tuo fratello è stato la meraviglia della scoperta, tua sorella la forza dirompente, tu sei il cerchio che si chiude, l’elemento che collega il girotondo. Sei il fratello che sa tenere gli altri per mano e sa unirli, rivelargli quell’amore che a volte non si sanno mostrare.

Non ho un figlio preferito, ne ho tre. Perché siete tre cose diverse e una cosa sola. Oggi è la tua festa e tu sei il centro dei nostri pensieri, perché 8 anni fa ci hai preso per mano e abbiamo chiuso il girotondo. E siamo stati bene, nella nostra famiglia.

ti sei “espanso”

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Abituato alla vita in ambienti con densità abitativa piuttosto elevata tendi a sentire sicuri i posti perché frequentati da persone che conosci. Non ti poni il problema di aver paura della solitudine perché solo non lo sei praticamente mai. Quando vai a lavarti i denti la sera o a fare la pipì il problema è che il bagno sia occupato da qualcuno, non che tu sia l’unico essere umano in un luogo che potrebbe essere frequentato da mostri.

Sei talmente abituato a stare sempre con qualcuno che non hai il tempo per esplorare le tue capacità fino in fondo, per far fiorire i tuoi talenti con un’esplosione di colori e di profumi. Vai a ruota degli altri, più grandi, più competenti, più richiedenti e prepotenti nei loro bisogni. E ti rifugi in comportamenti da piccolo che garantiscono quei 5 minuti di celebrità che, in questa famiglia densamente abitata, sono una meta ambitissima e mai raggiunta.

Mi chiedono se hai sentito la mancanza dei tuoi fratelli in questa settimana di solitudine. Direi di no. Non che non siano nel tuo cuore e nei tuoi pensieri, come spesso sono stati nelle tue parole. Ma da ragazzo che da quando è nato ha imparato subito che lo spazio lasciato libero va occupato immediatamente, in questa settimana ti sei “espanso”: hai scoperto quanto sia bello andare in bici per strada, affrontando salite, discese, strade sterrate e attraversamenti; hai passeggiato in centro e preso la metro; hai mangiato lo street food in riva al fiume, scegliendo tra bretzel e patatine, arancini e panelle; hai visto i film che ti piacciono alla tv da solo sul divano; hai ascoltato la musica sull’mp3 per addormentarti. Hai capito (spero) che non è indispensabile essere il “piccolodicasa” per avere attenzioni, perché stai diventando grande e tra un po’ i panni del “piccolodicasa” diventerebbero una camicia di forza.

Domani tornano i tuoi fratelli, ma ormai tu ti sei allargato e quello spazio non può più prendertelo nessuno, Diego.